
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky afferma di aver concordato con il presidente Usa Donald Trump il “rafforzamento della protezione” dei cieli ucraini, durante la conversazione telefonica fra i due oggi.
Zelensky ha dichiarato di aver concordato, durante la conversazione telefonica con Trump, di “rafforzare la protezione” dei cieli ucraini dopo un nuovo massiccio attacco di droni e missili russi contro l’Ucraina. “Abbiamo discusso le possibilità di difesa aerea e abbiamo concordato di collaborare per rafforzare la protezione del nostro spazio aereo”, ha dichiarato Zelensky su Telegram, riferendosi a una “conversazione approfondita”.
Donald Trump ha detto a Volodymyr Zelesnky che gli Stati Uniti vogliono aiutare l’Ucraina nella difesa aerea in seguito all’escalation degli attacchi della Russia. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali i due leader si sono accordati per un incontro fra i loro collaboratori per discutere della difesa aerea e delle forniture di altre armi. “Trump ha detto di voler aiutare nella difesa aerea e che controllerà cosa è stato fermato”, ha detto una fonte riferendosi alla sospensione delle consegne di alcune munizioni e armi a Kiev.
Axios riferisce che si è trattato di una “buona conversazione”. La telefonata tra i due leader è durata circa 40 minuti nel corso dei quali si è parlato dell’escalation degli attacchi russi contro l’Ucraina e della fornitura di difesa aerea a Kiev.
La conversazione tra Zelensky e Trump è stata “molto importante e significativa”. Lo riferisce da Kiev l’assistente del leader ucraino Andriy Yermak.
Il Cremlino ritiene “impossibile” in questa fase “raggiungere” i propri obiettivi in Ucraina attraverso i canali diplomatici. “Durante la conversazione” telefonica col presidente americano Donald Trump, “Putin ha ribadito che siamo interessati a raggiungere i nostri obiettivi durante l’operazione militare speciale, ed è preferibile farlo attraverso mezzi politici e diplomatici, ma finché ciò non sarà possibile, continueremo la nostra operazione militare speciale”: lo ha affermato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, usando la definizione con cui il Cremlino indica l’aggressione militare contro l’Ucraina da parte delle truppe russe.
“Naturalmente prestiamo molta attenzione a tutte le dichiarazioni di Trump”, ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni del presidente americano che ha dichiarato di aver detto a Putin, nel corso di una conversazione telefonica ieri sera, di non essere “contento” della situazione in Ucraina, dove la guerra non si ferma. Secondo Peskov, Putin ha detto a Trump che Mosca sarebbe “in attesa di un accordo sulle date per un terzo round di negoziati diretti” dopo quelli del 16 maggio e del 2 giugno a Istanbul.
Il ministero della Difesa russo intanto ha annunciato che un nuovo scambio di prigionieri è stato effettuato oggi con l’Ucraina sulla base degli accordi tra le parti sottoscritti il 2 giugno a Istanbul. Il ministero non precisa quanti militari siano stati liberati da ciascuna delle parti. Sempre il ministero della Difesa russo sostiene che le sue truppe abbiano preso il controllo di cinque villaggi ucraini nel corso dell’ultima settimana, tra cui, nelle ultime 24 ore, quello di Predtechine, nella regione di Donetsk, nel sud-est dell’Ucraina. Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale russa Tass. Le dichiarazioni delle autorità russe non sono verificabili in modo indipendente.
Gli attacchi russi della scorsa notte contro l’Ucraina sono stati i più imponenti dall’inizio della guerra nel 2022: lo ha detto il portavoce dell’Aeronautica militare ucraina. “Il nemico ha attaccato con un gran numero di droni, questo è il numero più elevato che il nemico abbia mai utilizzato in un singolo attacco”, ha dichiarato Yuri Ignat alla televisione ucraina.
Le forze russe hanno attaccato l’Ucraina con 550 droni e missili durante la notte, a partire dalle 18 (le 17 italiane) di ieri, e di questi 268 sono stati abbattuti e 210 sono stati neutralizzati da contromisure elettroniche, gli altri sono caduti in zone aperte o si sono persi, mentre almeno 8 sono andati a segno: lo scrivono l’Ukrainska Pravda e altri media ucraini citando l’aeronautica militare, aggiornando e precisando i numeri dati in precedenza. L’attacco è stato definito da Kiev il più intenso dall’inizio della guerra. Detriti sono caduti, producendo danni, in almeno 33 punti.
Nel dettaglio, 539 è stato il totale dei droni lanciati, di cui 330 Shahed di fabbricazione iraniana e gli altri per lo più esche per confondere la contraerea, oltre a un missile balistico Kh-47M2 Kinzhal, 6 missili balitici Iskander-M/Kn-23 e 4 missili da crociera Iskander-K.
L’Ucraina denuncia che i detriti dei droni caduti durante i pesanti raid russi di notte dimostrano che alcuni di essi sono stati costruiti in Cina. In un post su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha posta foto dei detriti e afferma che non esiste “metafora migliore” per descrivere il modo in cui la Russia continua ad espandere la sua guerra “coinvolgendo altri, tra cui truppe nordcoreane, armi iraniane e alcuni produttori cinesi”. L’ironia, aggiunge Sybiha, è che “l’edificio del consolato cinese a Odessa ha subito lievi danni a seguito degli attacchi russi sulla città”.
Media, Trump ha parlato con Merz su Ucraina e dazi
Lo Spiegel riporta che il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato anche con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, discutendo della situazione in Ucraina e degli scambi commerciali tra Ue e Stati Uniti.
Macron-Starmer riuniscono il 10 in call i Volenterosi
Il presidente francese, Emmanuel Macron e il premier britannico, Keir Starmer, presiederanno una riunione del gruppo dei Volenterosi a sostegno dell’Ucraina il 10 luglio nel Regno Unito, al quale parteciperanno in videoconferenza anche Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensly. Lo fa sapere l’Eliseo.
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