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Saturday, February 7, 2026
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Ursula von der Leyen al confine vede il nemico: ‘Pronti alla difesa’ – Notizie


Ursula von der Leyen a due passi dal nemico. Lei con Donald Tusk a fianco, che parla a pochi metri dalla barriera metallica alta diversi metri al confine polacco, quindi europeo. E dietro di loro, dall’altra parte della cancellata, un soldato bielorusso, anche lui armato.

E’ l’immagine simbolo, postata e commentata dai due leader, della missione che sta portando la presidente della Commissione Ue nei sette Paesi europei del confine orientale, organizzata nelle ore successive all’attacco russo alla delegazione diplomatica Ue a Kiev del 28 agosto. L’obiettivo: rilanciare la difesa europea.

“La Presidente ha visto in prima persona la situazione al confine. Un soldato bielorusso ha ascoltato attentamente la nostra conferenza stampa”, ha scritto su X Tusk. Poco dopo von der Leyen: “Vogliamo una Polonia forte e un’Europa forte che salvaguardino i nostri confini e proteggano tutti gli europei. Il nostro messaggio è chiaro e la Bielorussia e gli altri attori della regione lo stanno recependo”.
Una missione iniziata venerdì in Lettonia e in Finlandia, rispettivamente Paese leader nella costruzione di droni e in prima linea a difesa dei mari dalle flotte fantasma russe.

Quindi sabato in Estonia, oggi Polonia e Bulgaria, per finire domani in Lituania e in Romania. A tutti questi Paesi il messaggio è stato sempre lo stesso: siamo con voi, i vostri confini sono i nostri, così come è comune la responsabilità politica, finanziaria e militare di doverli difendere dall’aggressione di Mosca. “Putin non è cambiato. Può essere tenuto sotto controllo solo con una forte deterrenza. Dobbiamo essere precisi e rapidi nell’incremento della nostra strategia difensiva”, è la sua linea.

Ma è qui a Krynki, a tre ore di macchina da Varsavia, che la vicinanza del conflitto è emersa con maggiore chiarezza. Donald Tusk ha raccontato che poco prima dell’arrivo di von der Leyen le sue forze di sicurezza gli avevano chiesto di annullare la conferenza stampa o quanto meno di spostarla altrove, perché nelle vicinanze erano comparsi soldati bielorussi con armi lunghe. “Ho chiesto alla presidente cosa ne pensasse e mi ha risposto con le parole che volevo sentire e che, per noi qui in Polonia, sono ovvie: zero concessioni. Nessuno ci intimidirà o ci disturberà a casa nostra”.

Quanto al pericolo russo, il premier polacco ha usato parole molto forti, riecheggianti i tempi della guerra fredda. “La minaccia, in passato veniva dall’Unione Sovietica, oggi dalla Russia, ma ha lo stesso carattere. La guerra si combatte non lontano da qui, contro questa nuova versione dell’impero del male”, ha concluso, citando esattamente l’espressione con cui Ronald Reagan definì l’Urss in un celebre discorso del 1983. 

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