
La Russia ha lanciato un attacco con droni su larga scala contro le città ucraine, tra cui Kiev, prendendo di mira regioni situate lontano dalla linea del fronte del Paese. Lo scrive il Kiev Independent.
Le prime esplosioni sono state udite a Kiev intorno alle 21:30, poi di nuovo intorno a mezzanotte quando il dispiegamento di sistemi di difesa aerea in città è stato nuovamente attivato.
L’aeronautica militare ucraina ha inoltre segnalato che sciami di decine di droni stavano volando sopra le regioni centrali e meridionali, tra cui gli oblast’ di Zhytomyr, Odessa e Mykolaiv, nonché le regioni più vicine alla linea del fronte.
Attività di “intelligence” e sorveglianza aerea da parte degli Usa, truppe di un Paese neutrale a ridosso della linea del fronte e, nelle retrovie, forze europee. Sarebbero questi i dettagli su cui si lavora per le garanzie di sicurezza all’Ucraina, indispensabili per arrivare alla pace. A renderlo noto sono state fonti europee e ucraine parlando con il Financial Times.
Mosca sottolinea che la materia è oggetto di negoziati riservati, ma torna a manifestare la sua contrarietà allo schieramento sul terreno di soldati di Paesi membri della Nato. Il capo dello staff presidenziale di Kiev, Andriy Yermak, ha invece confermato che questo è effettivamente il piano di cui lui stesso, secondo quanto scrive Bloomberg, parlerà venerdì a New York con l’inviato speciale americano Steve Witkoff. Yermak, che sarà accompagnato dal capo del Consiglio di Sicurezza nazionale ed ex ministro della Difesa, Rustem Umerov, ha precisato che per quanto riguarda gli europei si parla di quattro o cinque brigate “fornite dalla Coalizione dei Volenterosi”. Washington dovrebbe invece mettere a disposizione “strumenti strategici” a loro protezione, contribuendo ad uno scudo aereo. Ma secondo il Financial Times, alcuni membri dell’amministrazione Trump, incluso il segretario alla Difesa Pete Hegseth, sarebbero scettici riguardo a qualsiasi partecipazione a garanzie postbelliche, temendo che ciò possa trascinare gli Usa in un futuro conflitto con la Russia. Un pericolo che anche la precedente amministrazione di Joe Biden aveva sempre detto di voler evitare, dal primo giorno del conflitto. Al di là di quali truppe verranno schierate, resta quindi l’incognita di quali saranno le regole d’ingaggio. Cioè cosa saranno chiamate a fare nel caso di un attacco russo.
Parlando al Meeting di Rimini, Giorgia Meloni ha affermato che “la proposta italiana” del modello articolo 5 della Nato è “la principale sul tavolo”. “Penso che dobbiamo esserne fieri”, ha aggiunto la presidente del Consiglio. L’articolo del Patto Atlantico citato dalla premier è quello secondo il quale un attacco ad uno dei membri sarebbe considerato diretto contro tutti i Paesi aderenti, e ciascuno di essi adotterebbe in sua difesa “l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata”. Secondo le anticipazioni di FT, il piano delle capitali occidentali include una zona smilitarizzata, forse pattugliata da forze di pace neutrali di un Paese terzo concordato da Kiev e Mosca. Dietro, una barriera molto più robusta, con truppe ucraine armate e addestrate dalla Nato. Più in profondità, come terza linea di difesa, una forza di deterrenza guidata dall’Europa. Ma Mosca a ribadito la sua opposizione.
“Non esistono truppe europee in generale, ma militari di specifici Paesi, e la maggior parte di questi Paesi sono membri della Nato”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che per la Russia proprio il temuto dispiegamento di infrastrutture militari dell’Alleanza Atlantica in Ucraina è stata una delle cause principali del conflitto. Comunque “non vorremmo discutere di questo argomento in pubblico ora”, perché ciò “non sarebbe vantaggioso per l’efficacia” degli sforzi di pace, ha aggiunto il portavoce, ammettendo che le garanzie di sicurezza per l’Ucraina sono “uno degli argomenti più importanti” per trovare un accordo di pace. Volodymyr Zelensky ha intanto nominato l’ex vicepremier, Olga Stefanishyna, ambasciatrice dell’Ucraina negli Stati Uniti, da molti considerata l’artefice dell’accordo con gli Usa sulle terre rare. Il presidente ucraino ha quindi accusato i russi di inviare “segnali negativi” sul processo di pace, citando i bombardamenti delle ultime ore, che secondo le autorità di Kiev hanno provocato tre morti nella regione meridionale di Kherson e provocato nuovi danni alle infrastrutture energetiche. Lo stesso Zelensky ha detto che 100.000 famiglie sono rimaste senza elettricità nel nord-est. Il ministero della Difesa di Mosca ha rivendicato da parte sua la conquista di un altro insediamento nella regione orientale di Donetsk. Si tratta del villaggio di Leontovichi, alle porte del caposaldo strategico di Pokrovsk.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA