
Donald Trump è atterrato stasera a Londra a bordo dell’Air Force One, con la first lady Melania, per la sua seconda visita di Stato nel Regno Unito, onore mai concesso ad alcun leader nella storia britannica moderna. Ad accoglierlo, diplomatici, autorità e dignitari di corte. Domani il cerimoniale prevede la ricezione solenne al Castello di Windsor da parte di re Carlo III (che oggi il presidente americano ha elogiato come “un mio amico” e “un gentleman elegante”). Ma sono attese pure proteste a distanza contro di lui a Londra. Giovedì, il vertice politico col premier Keir Starmer.
Il 747 presidenziale ha toccato terra nello scalo londinese di Stansted: ad aspettare la coppia presidenziale erano parcheggiati due elicotteri della Casa Bianca, destinati a portare Trump e il suo seguito nel centro della capitale, dove il presidente e la first lady saranno ospiti della residenza dell’ambasciatore Usa nel Regno, Warren Stephens, la storica Winfield House, nel cuore di Regent Park.
Sotto la scaletta del Boeing, a presidiare il tappeto rosso delle grandi occasioni anche la ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, addetta all’accoglienza in aeroporto a nome del governo di Keir Starmer. Immancabile lo schieramento di un reparto militare d’onore. Trump ha dichiarato alla partenza di considerare “un grande onore” l’invito per una seconda visita di Stato nel Paese alleato storicamente più vicino agli Usa in Europa, dopo quella compiuta durante la sua prima presidenza nel 2019 a Buckingham Palace: quando ancora sul trono sedeva la regina Elisabetta II, scomparsa 96enne tre anni fa. Ha poi definito “il massimo” il Castello di Windsor, scelto come luogo dell’accoglienza protocollare di questa visita, domani.
Imponente, come d’abitudine, l’apparato di sicurezza garantito dalla polizia britannica e dal Secret Service della Casa Bianca, tanto nella zona dell’aeroporto come tutto intorno alla residenza dell’ambasciatore: off limits per un notevole raggio a chiunque, al pari di quanto accadrà domani a Windsor e giovedì nella residenza di campagna dei primi ministri di Chequers. Entrambe lontane qualche decina di chilometri dal centro di Londra (dove sono in programma le proteste degli attivisti anti-Trump) e inaccessibili per l’occasione a cittadini comuni e visitatori.
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