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Saturday, February 7, 2026
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Omicidio di Villa Pamphili, ‘Anastasia Trofimova uccisa per soffocamento’ – Notizie


A poco più di due mesi dal ritrovamento dei corpi di mamma e figlia all’interno di uno dei parchi più frequentati di Roma, arriva una nuova svolta nel caso di Villa Pamphili: la ventottenne russa Anastasia Trofimova è stata soffocata. Gli ultimi dettagli emergono dai risultati degli esami istologici effettuati nell’ambito dell’indagine sul duplice omicidio per cui è finito in carcere Francis Kaufmann (alias Rexal Ford) compagno della giovane donna e padre della piccola Andromeda che aveva appena 11 mesi. In particolare, il 46enne avrebbe soffocato la compagna, sul cui corpo non erano stati riscontrati segni evidenti di violenza, e strangolato la loro bambina. Delitti avvenuti, secondo gli inquirenti, nell’area verde della Capitale nei giorni precedenti alla tragica scoperta dei cadaveri.

Dopo gli omicidi Kaufmann aveva fatto perdere le sue tracce, partendo con un volo di linea per l’isola greca di Skiathos dov’è stato rintracciato e arrestato dalla polizia. Probabilmente stava pianificando nuovi spostamenti per sparire definitivamente dai radar. Dalle verifiche effettuate dopo il fermo è emerso inoltre che l’uomo, sedicente regista californiano, da anni utilizzava il nome falso Rexal Ford, indicato anche sul passaporto (ritenuto valido) che utilizzava per viaggiare. E sul volo che lo riportava a Roma ha dato segni di sofferenza, arrivando a prendere di mira gli agenti. Reazioni violente seguite ad accuse di essere stato “picchiato” e di voler “denunciare tutti per quanto subito”. All’atterraggio a Ciampino a bordo di un Falcon dell’Aeronautica, ha detto di sentirsi male. E’ stato perciò prima visitato in ospedale e poi trasferito nel carcere di Rebibbia dove qualche giorno più tardi è rimasto in silenzio davanti al gip, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

In realtà già nel corso della sua detenzione nel penitenziario di Larissa in Grecia aveva dato segnali di aggressività, sfasciando la cella in cui era detenuto. E anche nel suo soggiorno a Roma la polizia era intervenuta più volte in centro per segnalazioni che lo vedevano coinvolto. In un caso, in particolare, era stato notato mentre visibilmente ubriaco strattonava Anastasia che aveva in braccio la bambina. Almeno tre le occasioni, a distanza di pochi giorni, in cui il presunto killer di Villa Pamphili è comparso davanti agli agenti in compagnia di mamma e figlia trovate poi morte. Interventi che, però, non hanno portato ad una loro identificazione e che verranno scandagliati nei minimi dettagli per analizzare se ci siano state falle nell’approccio operativo.

Il questore Roberto Massucci, d’intesa con il capo della polizia, ha disposto nelle scorse settimane una “puntuale ricostruzione” di tutte le fasi di quegli accertamenti di polizia avvenuti nei giorni precedenti ai ritrovamenti dei cadaveri. I corpi delle due vittime sono stati notati da alcuni passanti nel pomeriggio del 7 giugno all’interno di Villa Pamphili: erano a distanza di pochi metri l’uno dall’altro. Il cadavere di Anastasia, in avanzato stato di decomposizione, era coperto da un telo nero di plastica sui cui sono state isolate tracce di dna del compagno. Poco distante, nascosta in un’aiuola, c’era la bimba ormai morta. 

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