
“Non combatte più”. Parole, riferite a Imane Khelif, che sembrano un triste finale E’ passato solo un anno, ma sembra un secolo.
L’Olimpiade di Parigi è stata quella, fra le altre cose, delle forti polemiche provocate dal match fra Khelif, che poi avrebbe vinto l’oro, e Angela Carini. Ma adesso, tra discussioni sui test di genere e momenti difficili a livello personale, per entrambe le contendenti la ‘nobile arte’ sembra quasi un mondo lontano. Ieri, dopo essere stata già esclusa da uno stage in Turchia, il nome di Angela Carini non figurava nella lista dei convocati della Nazionale per l’ultimo raduno, ad Assisi fino al 2 settembre, in vista dei Mondiali di Liverpool. Una mancata chiamata che è il culmine negativo di un momento no dopo che invece, mesi fa, Carini sembrava aver superato lo shock dei Giochi avendo vinto l’ennesimo titolo italiano e poi un torneo internazionale in Polonia. Con lei, fuori dalla lista anche Irma Testa, che però ha precisato all’ANSA di non stare ancora pensando al ritiro.
Oggi invece a fare notizia è di nuovo Khelif. Il suo mentore ed ex manager Nasser Yesfah, ha rivelato al ‘Nice-Matin’, giornale della città dove l’olimpionica avrebbe dovuto andare ad allenarsi in vista dell’esordio nel professionismo, che Imane “non combatte più. Al momento ha smesso del tutto. Non ha nemmeno ricominciato, non pratica più la boxe. Dopo quello che è successo alle Olimpiadi…”. L’auspicio di Yesfah è che possa trattarsi di uno stop temporaneo, non a caso ha aggiunto che “in ogni caso, se dovesse diventare professionista, verrà sottoposta allo stesso tipo di test (di genere ndr)”. Ma c’è un precedente che non induce all’ottimismo: a giugno di quest’anno nei programmi di Khelif, che dopo Parigi 2024 non è più salita sul ring, c’era il rientro in occasione della ‘Eindhoven Box Cup’, torneo che, come previsto dal regolamento di ‘World Boxing’, il nuovo ente che governa il pugilato olimpico, prevedeva test di genere obbligatori per le partecipanti. E Khelif era stata esclusa dalla competizione, senza però che fosse chiarito se avesse accettato di sottoporsi agli esami. In ogni caso le polemiche erano riprese. Ora invece, scrive il ‘Nice-Matin’ che “Khelif non ha lasciato solo Nizza, ma anche il mondo del pugilato, almeno temporaneamente.
Sparita dal momento in cui ha conquistato l’oro per la prima volta, Imane Khelif è tornata a casa”. “Da un giorno all’altro, ha smesso di comunicare con noi, il suo club. È diventata troppo popolare per una piccola organizzazione come la nostra”, ha cercato di spiegare Tony Vivarelli, co-presidente e fondatore della ‘Boxe Nizza Azzurra’, club sotto la cui guida la campionessa algerina avrebbe dovuto passare al professionismo. “Imane fa sessioni in Algeria o va in Qatar, al centro nazionale di allenamento, ma niente di più. E poi viaggia principalmente per contratti di sponsorizzazione”, ha precisato Yesfar. Di sicuro da 13 mesi nessuno ha più visto Imane Khelif sul ring: il mistero continua.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA