
L’Eurocamera ha bocciato la mozione di sfiducia contro la Commissione Ue, guidata dalla presidente Ursula von der Leyen con 360 voti contrari, 175 sì, e 18 astenuti. Al voto hanno partecipato 553 eurodeputati. Per passare, la mozione, presentata dal conservatore rumeno Gheorghe Piperea, avrebbe dovuto incassare 360 voti a favore e i due terzi dei voti espressi.
LA DIRETTA DALL’EUROCAMERA
Ursula nel mirino, rientra lo strappo con i socialisti
Il blitz era stato ordito da un Carneade delle cronache brussellesi: il romeno Gheorghe Piperea, eurodeputato di Aur e dei Conservatori. Nella mozione si è concentrata tutta la tensione che, da mesi, segna la maggioranza Ursula. L’accusa, da parte di Verdi, Socialisti e Liberali, è ormai invariata: il Ppe, con la più classica della politica dei due forni, non tiene fede al patto europeista.
L’ira dei Socialisti questa volta sembrava avere un seguito con una plastica astensione ma, dopo una lunga riunione serale, ieri lo strappo con von der Leyen è rientrato. “Abbiamo ottenuto il Fondo Sociale” nel bilancio pluriennale, hanno spiegato fonti di S&D. Per la numero uno dell’esecutivo europeo – nonostante il Ppe in mattinata avesse nuovamente fatto asse con l’estrema destra sui target sul clima – è stato così scongiurato uno scenario: vedersi votare quasi compattamente a favore solo Popolari e Liberali.
I pontieri, alla fine, hanno avuto la meglio. Ma in Aula, i Socialisti rischiano di perdere pezzi. Qualcuno potrebbe comunque astenersi. E’ in Ecr che si annida invece una seconda sorpresa. I meloniani non hanno ancora sciolto le riserve ma l’ordine di scuderia sarebbe quello di seguire l’indicazione di Nicola Procaccini: nel dibattito sulla sfiducia lunedì, il co-presidente di Ecr si è detto contrario al blitz dei suoi colleghi di gruppo. Ha parlato di posizione personale ma la sensazione, già in quell’occasione, è che si trattasse di una indicazione di partito.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA