
Cresce la preoccupazione nel mondo per le possibili conseguenze dell’attacco Usa all’Iran. L’Ue spinge per la diplomazia, la Russia condanna, Teheran avverte: ‘Il negoziato è stato distrutto da Usa e Israele’.
Il ministero degli Esteri russo “condanna fermamente” gli attacchi Usa in Iran che possono aggravare l’escalation in atto e “minare ulteriormente la sicurezza regionale e globale”.
“La decisione irresponsabile di sottoporre il territorio di uno Stato sovrano ad attacchi missilistici e dinamitardi, a prescindere dalle argomentazioni addotte, viola gravemente il diritto internazionale e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, afferma il ministero degli Esteri di Mosca in un comunicato diffuso sul suo canale Telegram.
“Il rischio di un’escalation del conflitto in Medio Oriente, già travolto da molteplici crisi, è aumentato significativamente”, si aggiunge nella nota. “Chiediamo la cessazione delle aggressioni e l’intensificazione degli sforzi per creare le condizioni affinché la situazione torni in un canale politico e diplomatico”, afferma la diplomazia russa.
Lavrov evidenzia che quelli che parlando di Israele affermano che agisce in base al suo diritto all’autodifesa, “come ha detto Emmanuel Macron”, sono “i più grandi cinici”. “Autodifesa da cosa?”, ha chiesto il ministro degli Esteri. “Se ogni Paese – ha aggiunto – è autorizzato ad interpretare il diritto all’autodifesa, previsto dalla Carta dell’Onu, in modo tale da dire, ‘decido per conto mio quando usare il mio diritto’, allora “non ci sarà più un ordine mondiale, ma il caos completo”.
Per Mosca inoltre gli attacchi contro l’Iran “hanno inferto un duro colpo alla credibilità del Trattato di non proliferazione nucleare e del sistema di verifica e monitoraggio
dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che su di esso si basa”.
Il ministero degli Esteri russo chiede quindi “una reazione tempestiva, professionale e onesta dalla dirigenza dell’Agenzia, senza evasioni e tentativi di nascondersi dietro una ‘equidistanza’ politica”. Anche il Consiglio di Sicurezza dell’Onu “deve reagire”, aggiunge Mosca, e perché siano “respinte collettivamente le azioni conflittuali
di Stati Uniti e Israele”.
Dall’Europa, Londra ha confermato di non essere stata coinvolta negli attacchi dell’alleato americano al fianco d’Israele contro gli impianti nucleari dell’Iran, negando per bocca del ministro del Commercio, Jonathan Reynolds, che Washington abbia chiesto l’uso della base britannica di Diego Garcia, strategica isola dell’oceano Indiano, come fatto ancora di recente contro lo Yemen.
Il premier Keir Starmer ha evitato peraltro qualunque critica a Donald Trump, giustificandone anzi di fatto l’attacco con “la minaccia dei programmi nucleari” di Teheran e scaricando sull’Iran la sollecitazione a “tornare ai negoziati” senza evocare un cessate il fuoco.
Anche la Francia fa sapere di non avere partecipato agli attacchi “né alla loro pianificazione” come spiega il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, in un primo commento di Parigi all’iniziativa degli Stati Uniti di cui la Francia “ha preso conoscenza con preoccupazione”.
La Germania ha esortato Teheran a riprendere i colloqui con gli Stati Uniti dopo gli attacchi americani ai tre siti nucleari in Iran durante la notte, affermando che hanno “danneggiato gran parte del programma iraniano”. “Il cancelliere Friedrich Merz ha ribadito il suo appello all’Iran affinché avvii immediatamente negoziati con gli Stati Uniti e Israele per raggiungere una soluzione diplomatica al conflitto”, ha affermato il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius in una nota dopo un incontro sull’argomento.
Da Bruxelles, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha evidenziato che “l’Iran non deve assolutamente entrare in possesso della bomba. Con le tensioni in Medio Oriente che hanno raggiunto un nuovo picco, la stabilità deve essere la priorità. Il rispetto del diritto internazionale è fondamentale. È giunto il momento che l’Iran si impegni in una soluzione diplomatica credibile. Il tavolo dei negoziati è l’unico luogo in cui porre fine a questa crisi”.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa si è detto “profondamente allarmato dalle notizie che giungono dal Medio Oriente” e ha invitato “tutte le parti a dare prova di moderazione e rispetto del diritto internazionale e della sicurezza nucleare” ribadendo che “la diplomazia rimane l’unica via per portare pace e sicurezza nella regione mediorientale. Troppi civili saranno ancora una volta vittime di un’ulteriore escalation. L’Ue continuerà a dialogare con le parti e i nostri partner per trovare una soluzione pacifica al tavolo dei negoziati”.
Grande preoccupazione anche dal mondo arabo. L’Arabia Saudita “segue con grande preoccupazione gli sviluppi nella sorella Repubblica Islamica dell’Iran, rappresentati dagli attacchi agli impianti nucleari iraniani da parte degli Stati Uniti d’America”, ha scritto il Ministero degli Esteri saudita su X.
L’Iraq ha avvertito che gli attacchi statunitensi contro gli impianti nucleari iraniani minacciano la pace e la stabilità in Medio Oriente ed ha espresso “profonda preoccupazione e ferma condanna per gli attacchi contro gli impianti nucleari” . Il Qatar deplora le “pericolose tensioni” in Medio Oriente e ritiene che l’attacco Usa ai siti nucleari in Iran porterà “ripercussioni catastrofiche” a livello regionale e internazionale, scrive il ministero degli Esteri di Doha su X.
L’Egitto sottolinea che gli sviluppi in Iran rappresentano una seria minaccia per la sicurezza regionale e internazionale e rischiano di avere gravi conseguenze se sfuggissero al controllo. In una nota, il ministero degli Esteri evidenzia che l’Egitto sta monitorando attentamente gli sviluppi e respinge qualsiasi azione che possa minare la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale o violare il principio del rispetto della sovranità dello Stato.
Nella nota, l’Egitto ribadisce la sua contrarietà ai crescenti rischi di un peggioramento della situazione che potrebbe portare a ulteriore caos e tensioni, invitando nel contempo tutte le parti a dar prova di saggezza, dare priorità al dialogo e cercare soluzioni politiche globali che evitino di scivolare in un conflitto aperto o ondate di escalation militare che potrebbero far precipitare la regione in un vortice di instabilità. Infine, il Cairo sottolinea la necessità di un’immediata de-escalation, della moderazione e della salvaguardia delle vite dei civili, sottolineando che la calma e il dialogo sono gli unici modi per porre fine a questa pericolosa crisi e preservare la sicurezza e la stabilità della regione.
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