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Sunday, February 8, 2026
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La Reggia annulla il concerto di Gergiev a Caserta – Notizie


E così, alla fine, il concerto di Valery Gergiev alla Reggia di Caserta non si farà. Dopo giorni di polemiche e annunciate manifestazioni di protesta contro l’esibizione del direttore d’orchestra russo amico di Putin, la parola fine arriva con uno stringatissimo comunicato: “La Direzione della Reggia di Caserta ha disposto l’annullamento del concerto sinfonico diretto da Valery Gergiev, previsto nell’ambito della rassegna Un’Estate da Re per il prossimo 27 luglio nel cortile del Complesso vanvitelliano”. Punto.

Dunque, una decisione della direttrice della Reggia, Tiziana Maffei, che va in direzione opposta alle intenzioni del governatore della Regione Campania, l’ente che finanzia la rassegna. Vincenzo De Luca, infatti, si è a più riprese speso a favore dell’esibizione del direttore d’orchestra russo, in nome del “dialogo che favorisce la pace”, mentre il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, si è detto contrario perché “l’arte è libera, ma la propaganda è un’altra cosa”. E non a caso Giuli ha subito espresso “pieno e convinto sostegno” alla decisione, precisando subito, però, che lui non c’entra e che si è trattato di una “scelta libera e insindacabile assunta dalla Direzione della Reggia di Caserta”. “Pur nel rispetto dovuto alla eccezionale qualità artistica dell’evento – ha dichiarato il ministro – l’annullamento del concerto, anche alla luce di una sopraggiunta strumentalizzazione ideologica di parte, obbedisce a una logica di buon senso e di tensione morale volta alla protezione dei valori del mondo libero”.

La decisione è stata salutata positivamente da molti: da Magi (Più Europa) ai Radicali, da Lombardo (Azione) a Carfagna (Noi Moderati), da Mollicone (FdI) a Sensi (Pd), mentre Vannacci (Lega) ha detto che “se è bravo, io lo farei esibire anche al Parlamento europeo” e il M5s parla di “tempi bui”: lo stop al concerto “non solo è triste, è deprimente”.
E mentre il maestro Gergiev dice alla Tass di non sapere nulla dell’annullamento del concerto, è l’ambasciata russa a Roma a tuonare: “Coloro che pensano che la cancellazione del concerto danneggerà la Russia si sbagliano profondamente”, afferma l’ambasciata in una nota. Piuttosto, “sarà inflitto un danno all’Italia, che in questo modo mina la propria autorità e dà motivo di dubitare dell’ospitalità e dell’apertura verso tutti coloro che con il proprio talento, professionalità e sincerità portano nel mondo il bello e l’eterno”.
La cancellazione del concerto arriva dopo due settimane di roventi polemiche. La prima a dire di no a Gergiev è stata l’eurodeputata del Pd Pina Picierno, chiedendo a De Luca di “intervenire per evitare che i soldi dei contribuenti finiscano nelle tasche di un fiancheggiatore di un regime criminale”. Ed infatti la vicepresidente dell’Eurocamera è stata oggi tra i primi ad esultare: “Abbiamo spiegato, lottato, ci abbiamo creduto e abbiamo vinto”, ha scritto, invitando “chi vorrà, domenica sera, con le bandiere dell’Europa, davanti alla Reggia”. A favore del concerto si è speso soprattutto De Luca, che a più riprese ha detto “no a logiche di preclusione” e parlato di “demagogia”: “questi si turbano per un concerto, ma ogni giorno muoiono da 70 a 120 bambini a Gaza e nessuno dice niente”.

A rendere ancora più caldo il dibattito sono state le parole di Julija Navalnaja, la moglie del dissidente Navalny, che ha rivolto un appello all’Italia a non far dirigere Gergiev, “promotore della politica criminale di Putin, suo complice e fiancheggiatore”. Una richiesta rispetto alla quale il governo si è chiamato fuori – “non lo abbiamo invitato noi, ma il presidente della Regione Campania”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani – ma che è stata seguita da altre importanti prese di posizione contro Gergiev, come una lettera di molti premi Nobel e una petizione che in un solo giorno ha raccolto oltre 16.000 firme.
Tutto questo, mentre la tensione saliva, con Prefettura e Questura di Caserta allertate rispetto ad annunciate manifestazioni di protesta di associazioni di ucraini e di russi dissidenti, sia fuori che dentro la Reggia, con molti dei biglietti di prima fila acquistati proprio da cittadini ucraini.
La decisione di oggi dovrebbe aver disinnescato ogni rischio. 

Annullato altro concerto di un filorusso, a Bologna

Il concerto del pianista ucraino filo-russo Alexander Romanovsky in programma a Bologna il 5 agosto è stato annullato. Lo ha confermato il sindaco Matteo Lepore al senatore di Azione Marco Lombardo che questa mattina gli aveva sottoposto la questione. “La decisione di annullare il concerto di Romanovsky a Bologna da parte del Sindaco Matteo Lepore, Unipol e Musica Insieme, è giusta e tempestiva – ha sottolineato Lombardo su X – Da Caserta a Bologna, quando la società civile si attiva insieme alle istituzioni si difende la democrazia dalle ingerenze straniere”. 

La polemica era nata dopo un post sui social del Partito liberaldemocratico di Bologna, che ricordava come Romanovsky avesse “suonato sulle macerie del teatro di Mariupol, cittadina devastata dagli invasori russi, simbolo della ferocia dei fascio-putiniani”. L’esibizione di Romanovsky, dal titolo ‘Favorite Chopin’, avrebbe dovuto andare in scena il 5 agosto ai Giardini di Porta Europa in Piazza Sergio Vieira de Mello, nell’ambito di Cubo Live, rassegna itinerante di spettacoli dal vivo promossa da Cubo, il museo d’impresa del gruppo Unipol. La rassegna fa parte di Bologna Estate 2025, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna.
Tra i post di commento alla cancellazione dell’evento, c’è anche quello del leader di Azione Carlo Calenda: “La cancellazione del concerto di Romanovsky a Bologna è la seconda buona notizia della giornata dopo l’annullamento del concerto di Gergiev. E dimostra che in Italia gli anticorpi contro il putinismo ci sono”. 

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