
In campo Italia-Estonia, partita di qualificazione ai Mondiali 2026.
Due centravanti per la prima Italia di Rino Gattuso. All’esordio da ct azzurro, il tecnico modella la formazione su una difesa a 4 – Di Lorenzo, Calafiori, Bastoni e Dimarco davanti a Donnarumma -, Barella-Tonali centrali di centrocampo con Politano e Zaccagni sulle ali, e in avanti Kean più Retegui.
FORMAZIONI
ITALIA (4-3-3): 1 Donnarumma, 22 Di Lorenzo, 5 Calafiori, 21 Bastoni, 3 Dimarco, 18 Barella, 5 Locatelli, 8 Tonali, 7 Orsolini, 14 Kean, 10 Zaccagni. (12 Meret, 23 Carnesecchi, 4 Gatti, 13 Mancini, 16 Bellanova, 20 Cambiaso, 4 Rovella, 16 Frattesi, 11 Raspadori, 17 Maldini, 19 Politano, 9 Retegui).
All.: Gattuso.
ESTONIA (3-5-1-1): 1 Hein, 2 Kuusk, 13 Paskotsi, 6 Peetson, 19 Hussar, 10 Palumets, 16 Soomets, 5 Shein, 18 Schjönning-Larsen, 20 Poom; 15 Sappinen. (12 Igonen, 22 Vallner, 21 J. Tamm, 19 Tammik, 3 Saliste, 7 Tur, 4 Kait, 14 Kristal, 17 Miller, 23 Sinyavskiy, 7 Saarma, 8 Anier). All.: Henn.
Arbitro: Joao Pinheiro (Por)
Italia di Gattuso scommessa Mondiale, ‘lottiamo insieme’
“La storia dice che la voglia di lottare insieme fa parte del nostro Dna”. Rino Gattuso e’ tipo che alle radici tiene. Ma i rami azzurri sono secchi da tempo, e i due appuntamenti con i Mondiali falliti sono pessima premessa per la sua avventura da ct che parte oggi con l’Estonia a Bergamo, ed è perdipiù una corsa ad handicap vista la debacle di giugno a Oslo del suo predecessore, Luciano Spalletti. Il “senso di appartenenza” evocato di nuovo dall’ex Ringhio di Berlino 2006, evoluto in un tecnico cui dà fastidio quell’etichetta, è solo la base: Gattuso per primo sa che il cammino per andare al prossimo Mondiale ed evitare la disfatta totale passa da gioco, risultati, e vittorie.
“Tempo di emozionarmi non ne ho – ha confessato il ct, alla vigilia di un altro esordio azzurro -. Forse domani, un minuto primo del via, all’inno, vedendo i miei genitori in tribuna o pensando a mia sorella… Ma ci aspetta un compito difficilissimo. Sono i pensieri che stasera non mi faranno dormire, in caso, non le emozioni”.
Non si sbilancia sulla formazione, perchè il suo motto “i moduli sono solo numeri” è convinzione reale. Verosimile una difesa a quattro, con Kean centravanti e il centrocampo imperniato su Barella da costruire per sostenere la manovra offensiva. “Con lui – dice il centrocampista dell’Inter – c’e’ da pedalare tutti. C’e’ pressione, ma non esagerata. Se sapessimo il perché dei risultati negativi dell’ultima parte dell’ultima gestione sia di Mancini sia di Spalletti, avremmo già risolto tutto. Dobbiamo guardarci dentro, se è successo due volte abbiamo sbagliato anche noi come giocatori e persone”
Contro la nazionale estone, che in casa ha messo in difficoltà la Norvegia capolista del girone, mancherà Scamacca: un problema al ginocchio gli ha fatto saltare l’appuntamento con la sua città calcistica. Il forfait, più che in vista del secondo impegno di lunedi’ a Debrecen contro Israele, preoccupa perchè quel che manca da tempo all’Italia e’ proprio la facilità di andare in gol. E di gol ne servono tanti, visto che la differenza reti potrebbe avere un ruolo pesante, prima della rivincita con la Norvegia a Milano. “I giocatori offensivi non sono sinonimo di gol – ribatte Gattuso -. Ci vuole equilibrio: partite facili non ce ne sono, va rispettato l’avversario.
Bisognerà trovare la qualità del gioco senza essere frettolosi, senza smania. La differenza la fa la testa, la squadra, la fame.
Bisogna pensare con una testa sola, non pensare che la pezza debba mettercela il compagno”. Quanto alla mancanza generale di talenti nel calcio italiano, quella non si puo’ negare e Gattuso ha anche una spiegazione: “Talenti ci sono, ma si gioca davvero poco: hanno chiuso tanti oratori, non si gioca piu’ per strada, per una scuola calcio servono 500 euro solo per il kit…”.
Ma non sono preoccupazioni da ct. Ora c’e’ da raddrizzare la rotta azzurra. Poi, si pensera’ alla partita contro Israele. Il suo pensiero, Gattuso l’ha gia’ espresso a inizio ritiro: piange il cuore nel vedere bambini uccisi, ma giocare si deve. A Debrecen sarà a porte chiuse, attenzione e preoccupazione sono tutte sul ritorno del 14 ottobre a Udine. “Una partita alla volta..”, chiede Gattuso, alla sua prima azzurra.
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