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Saturday, February 7, 2026
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Il monito del Papa ai leader: ‘Il mondo rifiuta la guerra’ – Notizie


A una settimana dal grande evento che ha radunato a Roma oltre un milione di giovani per il loro Giubileo, papa Leone torna a chiedere che la comunità internazionale operi concretamente in favore del desiderio universale di pace.

“Continuiamo a pregare perché si ponga fine alle guerre”, ha detto all’Angelus affacciandosi in una assolata piazza San Pietro colma comunque di pellegrini con le bandiere dei più diversi Paesi del mondo, da quelle argentine e quelle mozambicane. “L’80esimo anniversario dei bombardamenti a Hiroshima e Nagasaki – ha continuato Leone – ha risvegliato in tutto il mondo il doveroso rifiuto della guerra come via per la risoluzione dei conflitti, quanti prendono le decisoni tengano sempre presenti le loro responsabilità per le conseguenze delle loro scelte sulle popolazioni, non ignorino le necessità dei più deboli e il desiderio universale di pace”.

Più nel merito, papa Prevost è entrato sulla vicenda caucasica con l’accordo siglato alla Casa Bianca a Washington, tra Armenia e Azerbaijan che potrebbe porre fine a decenni di ostilità: “Mi congratulo con l’Armenia e l’Azerbaijan che hanno raggiunto la firma della dichiarazione congiunta di pace – ha affermato -, auspico che questo evento possa contribuire a una pace stabile e duratura nel Caucaso meridionale”.

Video Il Papa, ‘il mondo rigetta la guerra’

 

La preoccupazione di papa Prevost torna subito dopo per Haiti: “La situazione della popolazione è sempre più disperata – denuncia -: si susseguono notizie di omicidi, violenze di ogni genere, tratta di esseri umani, esili forzati e sequestri. Rivolgo un accorato appello a tutti i responsabili affinché tutti gli ostaggi siano liberati immediatamente e chiedo il sostegno concreto della comunità internazionale per creare le condizioni sociali e istituzionali che permettano agli haitiani di vivere in pace”. Leone non ha fatto riferimenti espliciti all’Ucraina per la quale pure ha più volte offerto il Vaticano come sede neutra “affinché i nemici possano incontrarsi”, né su Gaza dove anche la piccolissima comunità cattolica, ridotta ora a 450 membri asserragliati dentro la parrocchia della Sacra Famiglia, potrebbe finire nel mirino dei nuovi piani di occupazione.

Leone ha piuttosto indicato la lunga scia di impegno civile e sociale della gioventù cattolica, dal Giubileo del Duemila a quello attuale: “Affidiamo a Maria questo desiderio e questo impegno: ci aiuti Lei ad essere, in un mondo segnato da tante divisioni, ‘sentinelle’ di misericordia e di pace, come ci ha insegnato San Giovanni Paolo II e come ci hanno mostrato in modo così bello i giovani venuti a Roma per il Giubileo”. Non sono comunque mancate voci nette tra le gerarchie cattoliche.

“Nel mondo – ha detto oggi l’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, nell’omelia pronunciata nella basilica di San Lorenzo per la messa per il co-patrono della città – assistiamo, purtroppo impotenti, a tentativi di imporre le proprie idee con la forza fino a giungere a operazioni militari che si configurano come delle intollerabili forme di pulizia etnica”.

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