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Saturday, February 7, 2026
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Gattuso: ‘Italia-Israele? sono uomo di pace ma dobbiamo giocare’ – Calcio


 “Sono un uomo di pace, mi auguro che la pace ci sia in tutto il mondo, fa male al cuore vedere civili e bambini che lasciano la vita; pero’ Israele ce l’abbiamo nel girone, dobbiamo giocare”.

L’appuntamento per Italia-Israele è il 14 ottobre, a Udine, ma il bis della partita di un anno fa in Nations League vale questa volta come qualificazione ai Mondiali, per la nazionale di Gattuso: e soprattuto e’ cambiato il quadro internazionale, dal 7 ottobre a Gaza.

La polemica sull’opportunità di giocare con Israele si e’ accesa quest’estate, con accuse e controaccuse politiche (il Pd, con Mauro Berruto, ha presentato un documento con molte firme chiedendo di non giocare, il ministro Abodi ha frenato, Salvini e Fdi si sono opposti a ogni boicottaggio), ma anche dal mondo dello sport si sono levate voci di dissenso. Sul panorama internazionale, l’egiziano Salah ha attaccato l’Uefa per aver ricordato il ‘Pelè’ palestinese, senza però dire “come e dove sia morto”.

 

Il calcio italiano torna pero’ ad affrontare la nazionale israeliana, lunedi’ sul neutro ungherese di Debrecen, e poi di nuovo a Udine. Adriano Panatta, che nella finale Davis in Cile indosso’ per protesta la maglietta rossa con i suoi compagni di nazionale, ha lanciato l’idea di “un gesto simbolico” da parte degli azzurri; Renzo Ulivieri e tutta l’assoallenatori ha scritto al presidente Figc, Gabriele Gravina, che è anche vicepresidente vicario della Uefa, di porre sul tavolo a Nyon l’ipotesi di una sospensione temporanea della nazionale israeliana. Inevitabile che se ne parli nel prossimo consiglio della Figc, ma la questione di un’esclusione non e’ nell’agenda Uefa ne’ vi entrera’. Gravina, oggi presente al primo giorno di raduno azzurro, sta parlando con la Uefa per capire se, in concomitanza con la partita di Udine, c’è la possibilità di aderire a qualche iniziativa per un aiuto in termini umanitari, pensando al dramma dei palestinesi e degli ostaggi israeliani.

 

Una delle ipotesi, quanto emerge da Coverciano, è quella di contribuire alla Uefa Foundations for Children che ha organizzato alcune iniziative in occasione della finale di Supercoppa europea tra Psg e Tottenham che si è svolta a Udine lo scorso 13 agosto. Da parte della Figc, è stato rimarcato, c’è la volontà di fare qualcosa. Intanto il sindaco di Udine, come un anno fa, e’ tornato a chiedere di non giocare quella partita. “Rispetto le opinioni di tutti – il commento di Gattuso – Sono un uomo di pace, mi auguro che la pace ci sia in tutto il mondo, fa male al cuore vedere civili e bambini che vengono colpiti e ci lasciano la vita. Dopo, però, noi facciamo un altro mestiere, il presidente Gravina si sta dando da fare per trovare soluzioni per riuscire a fare la gara a Udine con Israele in modo perfetto. Noi dobbiamo giocare, e’ il nostro dovere”. “Spero – la conclusione di Gattuso – che si arrivi a una soluzione. E non solo per Israele, ci sono tante guerre nel mondo, e mi fa davvero male al cuore”.

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