
Sono due gli italiani a bordo della barca Handala di Freedom Flotilla, abbordata e sequestrata dalla sicurezza marittima israeliana. Sono lo skipper Tony La Piccirella, barese, e il blogger siciliano Antonio Mazzeo.
Mazzeo, prima dell’irruzione dei militari israeliani, ha trasmesso un video-appello a familiari, amici, concittadini e istituzioni affinché venga fatta pressione sul governo italiano per chiedere il suo rilascio e il rilascio di tutti coloro che erano a bordo della imbarcazione.
Video Italiano di Freedom Flotilla: ‘Governo chieda il nostro rilascio’
“Mi chiamo Antonio Mazzeo e vengo dall’Italia – ha detto – Se state guardando questo video sappiate che sono stato intercettato in mare e sono stato rapito dalle forze di occupazione israeliane o da un Paese complice del genocidio palestinese perpetrato da Israele. Faccio un appello a tutte e a tutti: fate pressione sul governo italiano affinché chieda il mio rilascio e quello di tutti coloro che si trovavano a bordo dell’Handala il prima possibile. Grazie”.
Video Freedom Flotilla, la nave Handala scortata dall’Idf
La barca Handala, 37ma missione in 18 anni della Freedom Flotilla, si è avvicinata alle acque di Gaza facendo scattare il blocco della sicurezza marittima israeliano. Le immagini in diretta hanno mostrato i soldati salire a bordo, che hanno iniziato a identificare i presenti. “L’Idf impone il blocco della sicurezza marittima sulla Striscia di Gaza ed è preparata ad affrontare una serie di scenari”, ha affermato l’esercito.
A bordo i 21 attivisti di 10 nazionalità dell’ong pro-palestinese, tra i quali due italiani, hanno aspettato l’inesorabile trappola dell’intercettazione e dell’arresto da parte dell’Idf, nella quale si infilano volontariamente e da soli, facendo – qui il j’accuse dell’Ong – quello che “dovrebbe fare la comunità internazionale”.
I 21 attivisti hanno annunciato che, dopo l’arresto, faranno collettivamente uno sciopero della fame, non solo per protestare contro Israele e il “genocidio” di Gaza, ma diretto “ai governi del mondo che hanno mancato di difendere il diritto internazionale”, che “hanno abbandonato i palestinesi” e “deluso l’umanità”, chiedendo che siano “dichiarato responsabili”, come recita un drammatico post dello stesso equipaggio della Handala pubblicato su X. L’Handala chiede ai governi dei 10 paesi di provenienza “protezione e un salvacondotto per i loro cittadini a bordo”, che “stanno facendo ciò che dovrebbero fare i governi”, cioè: portare aiuti umanitari a “rompere l’assedio illegale di Israele su Gaza”.
Ex peschereccio norvegese, la Handala è partita il 13 luglio da Siracusa, facendo tappa il 18 a Gallipoli, in Puglia, dove ha imbarcato anche due attivisti francesi con un carico simbolico di cibo, medicinali oltre a latte in polvere e giocattoli per i bambini di Gaza. La barca ha superato nel pomeriggio il punto il cui lo scorso 9 giugno fu intercettata e portata al porto israeliano di Ashdod la missione precedente della Flotilla, la barca a vela Madleen con a bordo l’europarlamentare Rima Hassan e, soprattutto l’attivista climatica svedese Greta Thunberg, definita “antisemita” dal ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. “Noi – dice La Piccirella – abbiamo solo certezza delle nostre intenzioni. Siamo in 21: ci sono medici, infermieri, giornalisti, attivisti per i diritti umani. E’ un gruppo vario, con persone che provengono anche da Stati Uniti, Canada, Francia e Tunisia”.
Tajani parla con Sa’ar, due opzioni per gli attivisti di Flotilla
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato stamane con il ministro israeliano Gideon Sa’ar. I due militanti italiani fermati stanotte sulla nave della Freedom Flotilla sono arrivati nel porto di Ashdod dove verranno assistiti dal personale dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv. Sa’ar ha indicato che la procedura prevede che gli attivisti avranno due opzioni: firmare una dichiarazione per andare in aeroporto e lasciare subito il Paese; venire fermati presso una struttura detentiva locale con rimpatrio forzato nei prossimi 3 giorni. Sulla Flotilla Tajani ha anche aggiornato il sindaco di Messina, città di uno dei 2 italiani.
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