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Friday, February 6, 2026
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Due indagati per il caso di Prato, consigliere Fdi si ritira – Notizie


 Un collega di Fdi e un ex di Fratelli di Italia. Sono i due indagati dalla procura di Prato nell’ambito dell’inchiesta sul caso che ha coinvolto Tommaso Cocci, il 34enne avvocato ed ex capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune pratese, candidato in pectore alle regionali, destinatario di lettere minatorie con diffusione di foto intime inviate dopo essere stato adescato on line. Missive che sono state spedite anche ad altri appartenenti a Fdi e non solo e dove si faceva riferimento anche all’appartenenza di Cocci alla massoneria.

Un nuovo terremoto si abbatte così su Prato e non solo: ad essere iscritti nel registro degli indagati dal procuratore Luca Tescaroli Claudio Belgiorno, già consigliere comunale di Fdi a Prato e candidato in pectore alle regionali al pari di Cocci, e Andrea Poggianti, esponente del centrodestra a Empoli dove è anche vicepresidente del Consiglio comunale, uscito nel febbraio 2024 da Fdi. Concorso in revenge porn e diffamazione ai danni di Cocci i reati ipotizzati. Sia Belgiorno, già coinvolto in un’indagine su rimborsi spesa, sia Poggianti stamani sono stati perquisiti: a casa del primo, secondo quanto appreso, sarebbe stata acquisita una copia della lettera minatoria. Belgiorno aveva già raccontato di essere tra gli esponenti di Fdi destinatari delle missive contro Cocci.

La procura ha puntato i riflettori sui rapporti di partito e personali tra Cocci e i due indagati sulla base delle dichiarazioni rese dallo stesso Cocci “e le acquisizioni investigative correlate”, affidate a Guardia di finanza e Digos: “Inducono allo stato a ritenere” spiega la procura, che i due indagati “avendo ricevuto o comunque acquisito” le foto destinate a rimanere private, “le diffondevano senza il consenso” di Cocci “mediante l’invio di plurime delazioni anonime, almeno” da ottobre 2024, nel marzo 2025 sino a settembre 2025 “a esponenti politici della provincia di Prato e di Firenze del medesimo schieramento di appartenenza, a sostenitori” di Cocci e a organi d’informazione. C’è poi la diffamazione “inviando dette delazioni, nel corpo delle quali venivano riportate frasi diffamatorie su presunte “orge gay” anche con minori e uso di droga. Nei prossimi giorni la procura interrogherà i due indagati “per acquisire la loro versione difensiva, ove ritengano di rendere dichiarazioni”. A dichiarare intanto è Cocci. In passato aveva ventilato la possibilità che le missive potessero essere l’iniziativa di ‘corvi’ nel partito interessati a tenerlo fuori dalle regionali. Oggi ha annunciato il suo passo indietro nella corsa elettorale “per me stesso e per dedicarmi a chi mi è vicino e mi vuole bene. I reati che ho subito e prontamente denunciato sono stati strumentalizzati per provare a dimostrare che a Prato destra e sinistra sono negli stessi guai. Altri sono accusati di essere corrotti e corruttori. Io sono una persona perbene che ha dedicato una vita alla politica”. E dopo il suo passo indietro arriva in serata la disponibilità alla candidatura di Chiara La Porta, deputata e responsabile organizzazione di Fdi in Toscana. “Mi metto in campo in prima persona, candidandomi nel collegio di Prato, alle prossime elezioni regionali”, ha detto la deputata sottolineando che “durante le ultime settimane il nostro partito è stato al centro di attacchi vili e ricostruzioni fuorvianti”.

Parla anche Alessandro Tomasi, il sindaco di Pistoia coordinatore toscano di Fdi, candidato governatore per il centrodestra: “La magistratura, che ringrazio, farà luce sulla vicenda Prato” ma “politicamente ritengo che nessuno debba essere immune dalla questione morale”: “In lista non possono esserci nè indagati nè profili che possano minare l’attendibilità del nostro progetto”. 

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