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Friday, February 6, 2026
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Caos in Nepal, famiglia di Parma sopravvive a rogo hotel – Medio Oriente


Erano in Nepal per una missione solidale, si sono ritrovati nel mezzo della rivolta antigovernativa che ha messo a ferro e fuoco Kathmandu. Filippo Reggiani, la figlia 11enne Matilde e i genitori Cinzia e Maurizio sono salvi grazie al loro coraggio. “L’hotel in cui ci eravamo rifugiati è andato a fuoco, ci siamo calati dal quarto piano con le lenzuola: ho visto la morte da una parte e dall’altra” racconta Reggiani alla Gazzetta di Parma. Il 48enne parmigiano è responsabile di un gruppo di consulenti informatici, il primo settembre scorso è partito per il Nepal: “Da tempo facciamo volontariato per una scuola di orfani tibetani, grazie all’associazione Tashi Orphan school”.

Martedì sono scoppiati i disordini, la famiglia italiana si è rifugiata in albergo. “Eravamo circondati da una folla inferocita contro il governo e contro tutti” spiega al quotidiano “non potevamo andare in aeroporto perché lo avevano chiuso. Così come suggerito dalla reception dell’albergo dove alloggiavamo, lo Hyatt Regency, ci siamo chiusi in camera e dalla finestra vedevamo la città buia e i fuochi. In tarda serata ci siamo accorti che anche la hall del nostro hotel era in fiamme. Abbiamo provato ad uscire, ma i corridoi erano pieni di fumo. Per impedire che il fumo entrasse in camera abbiamo bagnato le salviette e le abbiamo messe intorno alla porta, ho chiesto aiuto dalla finestra e un gruppo di ragazzi nepalesi si è accorto di noi”. I giovani hanno sistemato due materassi sotto le finestre e hanno buttato una corda, da aggiungere alle lenzuola legate al letto.

“Eravamo a una quindicina di metri di altezza, non era semplice scendere, soprattutto per mio padre che ha 74 anni”. Filippo si è calato per primo, per vedere se le lenzuola e la corda potevano tenere il peso. “Sono riuscito a scendere fino agli ultimi due metri e poi sono caduto, mi sono rotto due dita. Poi è stato il turno della mia mamma, si è procurata una distorsione alla caviglia ed è svenuta. A seguire, mia figlia: è stata bravissima”. Il padre invece ha sbattuto il viso contro una parete: si è rotto il naso e tumefatto l’occhio, quando è finito sul materasso si è rotto una gamba. I nepalesi hanno scortato la famiglia fino a una truppa di militari che hanno poi accompagnato il gruppo in ospedale. Filippo la figlia e la nonna sono stati dimessi, il padre è in attesa dell’operazione alla gamba, ma prima deve risolvere problemi alla testa e di respirazione. Vivi per miracolo, in contatto con la Farnesina per il rientro in Italia ma con una beffa finale: “ho scoperto che l’assicurazione non risarcisce in caso di eventi socio-politici, però siamo ancora vivi”.

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