
L’esercito israeliano (Idf) ha annunciato che i suoi “caccia hanno colpito armi appartenenti al regime siriano nell’area della Siria meridionale”, in seguito ai razzi lanciati verso il territorio israeliano nella mattinata di ieri.
“Il regime siriano è responsabile dell’attuale situazione in Siria e continuerà a subirne le conseguenze finché continueranno le attività ostili dal suo territorio – si legge inoltre in un comunicato dell’Idf pubblicato su Telegram -. L’Idf opererà contro ogni minaccia allo Stato di Israele”.
In precedenza l’Osservatorio siriano per i diritti umani aveva parlato di una serie di attacchi nel sud del Paese. “Violente esplosioni hanno scosso la Siria meridionale, tra cui la città di Quneitra e la regione di Daraa, a seguito di attacchi aerei israeliani”, aveva riportato la ong, senza segnalare vittime.
Già martedì sera, l’Idf aveva reso noto di aver risposto con il fuoco di artiglieria al lancio di razzi dalla Siria meridionale. I due proiettili erano caduti in aree disabitate senza fare danni. L’allarme aereo era risuonato a Haspine e Ramat Magchimime, due città situate nelle alture meridionali del Golan, territorio conquistato da Israele nel 1967 e annesso nel 1981.
Da parte sua, il Ministero degli Esteri siriano aveva affermato di “non aver rappresentato e non rappresenterà una minaccia per nessuna parte nella regione” e di impegnarsi a contenere gli attori non statali armati nella Siria meridionale. La dichiarazione era seguita all’annuncio da parte di Israele dei due razzi lanciati dalla Siria.
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