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Friday, January 30, 2026
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Flotilla: ‘La delegazione italiana va avanti nella missione. Bene la disponibilità di Tajani all’incontro’ – Notizie


“Nonostante i sabotaggi la missione continua. L’attenzione deve essere rivolta a Gaza, dove solo all’alba di oggi sono state uccise altre 44 persone”: così la delegazione italiana della Global Sumud Flotilla sottolineando che la componente italiana è ancora presente sulle barche. “La delegazione italiana presente a bordo è composta da circa 50 persone – viene sottolineato – di cui circa 40 sono rimaste a bordo e le rimanenti hanno legittimamente deciso di tornare in Italia per proseguire l’attività insieme all’equipaggio di terra. Tra di loro la portavoce Maria Elena Delia, come è stato già comunicato”.

“È apprezzabile la disponibilità del ministro degli esteri Tajani a proseguire nell’interlocuzione con la delegazione italiana del Global movement to Gaza”, ha detto la portavoce Delia. “Auspichiamo tuttavia che si possa individuare rapidamente una soluzione che tenga conto tanto della gravissima emergenza umanitaria quanto della necessità di ripristinare la legalità internazionale”. 

“L’importante è che possano essere consegnati tutti i beni che la Flotilla porta alla popolazione palestinese. Noi dal primo giorno stiamo facendo questo e naturalmente l’Unità di crisi della Farnesina segue minuto per minuto le mosse della Flotilla”, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine di ‘Libertà’, la festa di Forza Italia a Telese Terme (Benevento).

“Tutti i cittadini italiani che sono imbarcati sono assistiti, qualunque cosa accada ci sarà assistenza consolare, così come è successo in passato. E – ha aggiunto il leader azzurro – se ci fosse qualche emergenza umanitaria anche la Marina Militare è pronta a fare la sua parte. Daremo assistenza a tutti, che non significa intervento militare, significa assistenza di protezione civile, anche a coloro che ne faranno richiesta. Ho parlato in tal senso con il ministro degli Esteri del Belgio, con il ministro degli Esteri del Portogallo, quindi siamo sempre lì per per la pace e perché non ci sia un un deterioramento della situazione”. 

“Se lo chiederà, io sono disposto ad ascoltare tutti, a parlare con tutti. Il mio telefono è sempre acceso, sono pronto ad ascoltare chi vuole parlare, lo abbiamo sempre fatto con tutti i nostri concittadini” ha detto Tajani rispondendo a chi gli domandava se la Farnesina ha in programma un confronto con Maria Elena Delia, portavoce della delegazione italiana di Global Movement to Gaza, che ieri ha lasciato la Flotilla per rientrare in Italia “al fine di condurre un dialogo diretto con le istituzioni per garantire l’incolumità dei membri italiani dell’equipaggio e il raggiungimento degli obiettivi della missione nel rispetto del diritto internazionale”.  

“Noi lavoriamo perché nessun italiano e nessuno dei partecipanti possa rischiare. L’appello del presidente della Repubblica mi pare assolutamente positivo e raccoglie già qualche effetto. Bene le forze di opposizione che hanno risposto ‘sì’ all’appello del presidente Mattarella” ha aggiunto Tajani.

“Noi abbiamo detto quali sono i rischi e i pericoli. Lo ha detto il presidente della Repubblica, le parole del presidente della Repubblica sono inequivocabili. Assolutamente”. Così Tajani ha commentato la notizia che la delegazione italiana a bordo della Flotilla andrà avanti nella missione. “Condivido parola per parola il presidente della Repubblica Mattarella – ha aggiunto Tajani parlando a margine di ‘Libertà’, la festa di FI a Telese Terme (Benevento) -. È quello che gli abbiamo detto dal fin primo giorno. Poi, fino a che noi possiamo fare qualcosa per scongiurare rischi per i cittadini italiani, lo facciamo. Se poi entrano dentro, li assisteremo là. La nave militare non gli fa la scorta, questa è l’unica cosa certa”.

“Vedere la nostra missione come trasporto di dieci tonnellate di cibo a Gaza è sminuente, la missione ha lo scopo di rompere l’assedio. Che non significa sbarcare per forza a Gaza con i nostri pacchi di cibo e aiuti, ma si intende sensibilizzare i governi affinché si prendano decisioni atte a interrompere l’assedio che Israele sta facendo su Gaza e sulla Palestina“: a dirlo all’ANSA Silvia Severini, 54 anni, anconetana, in questo momento si trova a bordo della Seulle, una delle barche compongono la Global Sumud Flotilla, la flotta umanitaria diretta verso Gaza in solidarietà con la popolazione palestinese e per chiedere fine al massacro del governo israeliano. Severini spiega che in questo momento l’imbarcazione è vicino alle coste greche poiché l’equipaggio ha scelto “di evitare di trovarsi in acque internazionali di notte”, ma che oggi riprenderà la rotta e che già nella notte saranno “in balia degli attacchi di Israele”. La tensione a bordo è alta, racconta Severini, così come la paura, soprattutto dopo gli attacchi ad alcune delle barche della Flotilla degli scorsi giorni. “Però c’è determinazione a non mollare la missione, considerate le manifestazioni che ci sono state a terra. – afferma Severini – Quando lunedì abbiamo visto quello che stava succedendo in Italia ci siamo commossi, gridavamo tra una barca e l’altra. Ma non è solo commozione, percepiamo che c’è un grande sostegno, ed è questa la forza che ci fa andare avanti. Il coraggio ce lo danno le piazze”.

 “Noi non siamo gli organizzatori, c’è un comitato organizzativo e delegazioni da 44 paesi. Noi possiamo invitare a proseguire questo dialogo sulle strade aperte per assicurare che gli aiuti arrivino e che prosegua quel dialogo anche con il Patriarcato Latino stesso e ringraziamo i nostri deputati che stanno accompagnando questa missione facendo da scorta mediatica”. Lo ha detto la segreteria del Pd Elly Schlein ai cronisti a margine di un evento dell’Arcigay, per i 40 anni dell’associazione. 

Frontex, ‘scortare la Flotilla non è nel nostro mandato’

“Frontex è un’agenzia di controllo delle frontiere europee, un’organizzazione civile, non militare: non abbiamo la capacità di fornire protezione o scorta” alla Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. Lo spiega all’ANSA un portavoce della stessa Frontex, precisandone i limiti di mandato dopo le sollecitazioni giunte dalla politica per l’impiego delle sue navi. In tutto, 58 eurodeputati di Sinistra, Verdi, Socialisti e non iscritti hanno scritto a Ursula von der Leyen per chiedere un intervento di Frontex. Da Bruxelles, evidenzia, non è arrivata alcuna richiesta in tal senso: “La Commissione sa che non rientra nei nostri compiti”. 

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