“Sono state colpite le imbarcazioni di Italia, Inghilterra e Polonia. E’ stato come un attacco ai tre Paesi. E’ un episodio molto grave, che crea un precedente. Ci auguriamo che la politica intervenga”. A dirlo Maria Elena Delia, portavoce per l’Italia della Global Sumud Flotilla, in merito all’attacco della scorsa notte con i droni.
“Per garantire assistenza ai cittadini italiani presenti sulla Flotilla questa notte ho autorizzato l’intervento immediato della fregata multiruolo Fasan della Marina militare che era in navigazione a nord di Creta nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro. La fregata si sta già dirigendo verso l’area per eventuali attività di soccorso”. Lo comunica il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il ministro, che ha valutato la decisione sentendosi con la Presidente del Consiglio, precisa che “sono stati informati l’addetto militare israeliano in Italia, il nostro ambasciatore e l’addetto militare a Tel Aviv e l’unità di crisi della Farnesina”. L’invio della fregata è stato deciso dal ministro mentre si trovava in Estonia. “Alle 3.50 della scorsa notte – spiega Crosetto – pur essendo in Estonia, dopo un confronto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e dopo avere condotto una valutazione dell’accaduto, mi sono sentito col presidente del Consiglio e ho autorizzato l’intervento immediato della fregata multiruolo Fasan”.
“In merito all’attacco subito nelle scorse ore dalle imbarcazioni della Sumud Flotilla, a bordo delle quali si trovano anche cittadini italiani, condotto mediante l’impiego di droni da parte di autori al momento non identificati, non si può che esprimere la più dura condanna. In democrazia anche le manifestazioni e le forme di protesta devono essere tutelate quando si svolgono nel rispetto delle norme del diritto internazionale e senza ricorso alla violenza” ha aggiunto Crosetto.
Flotilla sotto attacco, colpita una imbarcazione
“Siamo stati attaccati da almeno quindici droni – racconta – prima hanno scaricato sostanze urticanti, poi hanno prodotto bombe sonore e infine si sono schiantati addosso alle barche. Sono 4/5 quelle danneggiate, tra cui la nostra, e non potranno più navigare a vela”. “L’attacco è durato un paio di ore e ha l’intento di sfiancare psicologicamente le persone che si trovano sulle barche di notte, al buio, in mare aperto” dice Delia. “E’ un atto criminale contro una flotta civile – sottolinea – Noi non ci faremo intimidire, perché sappiamo di navigare in totale legalità, e andiamo avanti nel nostro viaggio diretti a Gaza per portare aiuti alla popolazione stremata”.
La Global Sumud Flotilla, ha sollecitato “una scorta marittima e osservatori diplomatici” ai Paesi delle Nazioni Unite in risposta alla “escalation pericolosa in maniera allarmante”, dopo aver denunciato la scorsa notte “esplosioni selettive e il lancio di oggetti non identificati” su numerose imbarcazioni della spedizione. “Esigiamo che tutti gli Stati membri dell’Onu, e in particolare quelle nazioni che sono a bordo delle imbarcazioni, garantiscano e facilitino immediatamente una protezione efficace, tra cui scorta marittima, osservatori diplomatici accreditati e una presenza protettiva manifesta”, ha chiesto l’organizzazione della spedizione, cui partecipano una quarantina di imbarcazioni di 44 Paesi, in un appello pubblicato sul social Telegram, affinché “la Flotilla possa avanzare in sicurezza senza ostacoli e il diritto prevalga sulle azioni di annientamento”.
“Andremo avanti. Chiediamo una risposta da terra, da tutte quelle persone che ci stanno vicine, abbiamo speranza che la missione continui. Abbiamo forze nei confronti di un unico obiettivo portare aiuti umanitari a Gaza. Non saranno i droni a fermarci. Non stiamo ricevendo alcuna risposta dai nostri governi. Siamo abbandonati qui in mezzo al mare. Non sappiamo se queste risposte arriveranno e come arriveranno”. Lo dice Vito Raspanti, infermiere siciliano, che si trova sulla barca Morgana che fa parte della Global Sumud Flotilla in navigazione verso Gaza, in un video in cui si sentono e vedono i rumori delle bombe sonore e le esplosioni, inoltrato al sito Diecimedia. “La nostra imbarcazione, Morgana – racconta Raspanti – ha avuto danni alla vela principale, ci hanno attaccato con delle bombe sonore. Altri attacchi hanno fatto danni ad altre imbarcazione. Abbiamo passato una notte difficile adesso sta sorgendo il sole e vediamo la luce i droni se ne sono andati”.
“Ci risulta che 11 barche della Flotilla siano state colpite, hanno colpito per esempio le vele per rallentarne la corsa. I droni hanno sorvolato anche molto vicino ma la nostra barca è illesa. Non ci risultano feriti. Non è chiaro questi droni da dove partono e chiediamo spiegazioni al governo. La distanza da Gaza è ancora molto significativa, siamo vicini a Creta e questo attacco in acque internazionali è illegale”. Lo dice all’ANSA il deputato Arturo Scotto (Pd) a bordo della Flotilla. In un post su X Scotto aveva già parlato di “bombe sonore, flashbang, gas urticanti, interruzioni parziali delle comunicazioni”.
“Quello che è accaduto questa notte è inammissibile” dice all’ANSA Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi. “Come studenti continueremo a mobilitarci, nelle scuole e nelle piazze, continueremo a chiedere che nelle scuole si parli del genocidio del popolo palestinese, continueremo a chiedere che le istituzioni prendano una posizione netta, rompano gli accordi e l’invio di armi o materiale bellico a Israele e che riconoscano una volta per tutte lo Stato di Palestina” conclude Verdecchia.
“Le navi della Global Sumud Flotilla sono state attaccate in acque internazionali vicino a Creta con bombe incendiarie e sonore. A fuoco la vela della barca dove viaggia la nostra deputata Stefania Scuderi. È un fatto di una gravità senza precedenti: si tratta di un vero e proprio atto terroristico da parte di Netanyahu”. Lo dice Angelo Bonelli, parlamentare di Avs, sottolineando come l’attacco con droni di questa notte sia avvenuto in acque internazionali. “Il governo italiano deve richiamare immediatamente l’ambasciatore in Israele e applicare sanzioni”.
Ue, ‘inaccettabile l’uso della forza contro la Flotilla’
“La libertà di navigazione deve essere rispettata, non è accettabile un attacco di drone contro la Flotilla o altro uso della forza: rispettiamo lo sforzo umanitario degli attivisti, che vogliono mettere in luce la situazione intollerabile a Gaza, la libertà di assemblea è un pilastro della nostra democrazia”. Lo ha detto una portavoce della Commissione Europea, precisando di aver “preso nota” della decisione dell’Italia d’inviare una nave della marina militare.
L’attacco nella notte
Nel cuore della notte, mentre navigava in acque internazionali a sud di Creta, la Global Sumud Flotilla è stata improvvisamente attaccata dal cielo: droni, bombe sonore, spray urticanti e materiale non identificato hanno colpito le imbarcazioni. Almeno una decina di attacchi, forse quindici, quelli sferrati con ogni probabilità da Israele. Nessun ferito, ma almeno due le imbarcazioni danneggiate: la Zefiro, che ha riportato la rottura dello strallo di prua, uno dei sostegni dell’albero, e la Morgana, la cui randa – la vela principale – è ora fuori uso. Colpita anche la Taigete, ma dai video diffusi sui social non sembra aver subito danni.
Su Morgana, fra gli altri, sono imbarcati alcuni italiani e la portavoce per l’Italia della Flotilla, Maria Elena Delia, che sui social ha postato aggiornamenti per tutta la notte. ‘Gli attacchi alle imbarcazioni della Flotilla – dichiara in un video – mettono a rischio la vita di chi è a bordo. Quanto sta accadendo – prosegue – è di una gravità senza precedenti perché avviene in acque internazionali, nella più totale illegalità. Abbiamo già allertato chi di dovere, anche la Farnesina, e stiamo cercando di far sapere cosa avviene’. E da New York, dove si trova per l’Assemblea generale Onu, interviene il ministro degli Esteri Antonio Tajani: chiede a Israele di garantire l’incolumità di quanti sono a bordo e che le eventuali operazioni delle forze amate siano condotte rispettando il diritto internazionale e un principio di assoluta cautela.
Le cinquantuno navi che compongono la Flotilla puntano a raggiungere Gaza per consegnare aiuti umanitari e “rompere il blocco israeliano”, dopo due tentativi bloccati da Israele a giugno e luglio. Attacchi contro la Flotilla erano stati registrati al largo di Tunisi il 9 settembre. “Sono operazioni psicologiche, ma non ci lasceremo intimidire”, dicono gli attivisti che rivendicano: “Non abbiamo armi. Non rappresentiamo una minaccia per nessuno, trasportiamo soltanto aiuti umanitari”.
Gli attacchi della notte scorsa sono soltanto l’ultimo capitolo del braccio di ferro con Israele: la Global Sumud Flotilla soltanto ieri ha respinto la proposta di trasferire il carico di aiuti nel porto israeliano di Ashkelon e ha messo in guardia contro la strategia per “ostruire la consegna degli aiuti umanitari a Gaza” e il rischio di “possibili rappresaglie”. “I precedenti di Israele di intercettare le navi, bloccare i convogli e limitare le rotte dimostrano che la sua intenzione non è facilitare gli aiuti umanitari, ma di controllarli, ritardarli e negarli”, avvertono gli attivisti in un comunicato sui social. “La comunità internazionale – dicono ancora – non interpreti le dichiarazioni di Israele come mere istruzioni operative, poiché rappresentano la continuazione del blocco che, secondo investigatori dell’Onu è parte del genocidio in corso a Gaza”.
VIDEO | Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla: ‘A rischio la vita di chi è a bordo’
Gli attacchi nel racconto della giornalista Barbara Schiavulli
“Ci troviamo in acque internazionali vicino a Creta, tanto che Creta si vede da qua, e stanotte siamo stati attaccati. Prima un’interferenza alla radio, poi una marea di droni e poi delle granate assordanti che hanno colpito e danneggiato alcune barche, tra cui la nostra, dove è stata resa inservibile la vela principale della barca Morgana”. Inizia così il racconto della direttrice di Radio Bullets, la giornalista Barbara Schiavulli, che è a bordo di un’imbarcazione della Global Sumud Flotilla, la stessa su cui viaggiano la portavoce italiana Maria Elena Delia e i parlamentari Marco Croatti del M5S e Benedetta Scuderi di Avs. “Quello che è avvenuto è durato circa tre ore, siamo dovuti rimanere al buio perché era notte e non ci sono luci – spiega in un video pubblicato su Instagram – Ci siamo ricompattati col resto della Flotilla mentre eravamo sotto attacco, senza che fosse comprensibile come qualcuno possa attaccare delle persone che vanno a portare degli aiuti umanitari”. Schiavulli ha ricordato, quindi, che “questa è una missione pacifica, è una missione di solidarietà”. “Chi ci ha attaccato ci ha definito militanti, terroristi. Ora credo che il Paese dovrebbe decidere da che parte stare, perché noi battiamo bandiera italiana – ha concluso – È stato un attacco contro dei parlamentari, contro un europarlamentare che sono sulla mia barca, contro un infermiere, contro una giornalista, contro due capitani e contro la portavoce della Flotilla. Questa è una missione della gente”.
Giornalista Flotilla, è un atto di pirateria, temiamo escalation
“Quello che temiamo è la presumibile escalation dei tentativi di fermarci e degli attacchi, che potrebbero aumentare in numero e in pericolosità. Quelli subiti fino ad ora non si sono portati dietro feriti, ma se si intensificano e aumentano rischiano di mettere a dura prova anche la fortuna”. Lo dice all’ANSA Saverio Tommasi, giornalista di Fanpage, a bordo della Karma, una delle imbarcazioni che fa parte della Global Sumud Flotilla, parlando di “atto di pirateria” rispetto a quanto accaduto nella notte. Proprio la Karma – una delle barche del progetto ‘Tutti gli occhi sul Mediterraneo’ (Tom) dell’Arci – alle ore 18 di oggi si collegherà in diretta con Pescara, nell’ambito di un’iniziativa promossa dall’Arci locale che si svolgerà al Cfu – Circolo universitario e a Futuro Imperfetto.
L’imbarcazione su cui viaggiano Tommasi e i rappresentanti dell’associazione non è tra quelle direttamente colpite dai droni. “Stanotte – racconta Tommasi – abbiamo passato quattro ore con la testa verso il cielo, non per guardare il cielo e le stelle cadenti, mai viste così tante in vita mia, ma per guardare i droni, che volavano sopra tutto il perimetro della flottiglia e che ogni tanto entravano in questo perimetro. Si mettevano sopra alcune delle barche e lanciavano bombe sonore, che non sono soltanto sonore, ma procurano una fiamma che può incendiare le vele e rendere impossibile la navigazione. Come prima difesa, abbiamo tolto tutte le vele. Poi ci sono stati anche attacchi con ‘robe’ urticanti”.
Al momento dell’attacco, la Flotilla era a 27 miglia dalle coste greche, cioè in acque internazionali e proprio per questo il giornalista parla tecnicamente di “atto di pirateria”. “L’umore – aggiunge – è di attenzione: continuiamo a fare le cose che si devono fare obbligatoriamente quando si è in barca, ma con molti occhi e molte orecchie e con collegamenti sempre più stringenti con le altre imbarcazioni. Essere in tanti ci dà un’idea di protezione e, infatti, appena iniziati gli attacchi, la prima cosa che abbiamo fatto – conclude – è stata quella di non disperderci, ma di accorciare le distanze”.
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