
Per la prima volta Benyamin Netanyahu ha ammesso pubblicamente che Israele sta affrontando un crescente isolamento economico, tanto da dover immaginare un futuro autosufficiente. Parole pronunciate dopo il messaggio di “sostegno incrollabile” da parte di Marco Rubio in conferenza stampa congiunta a Gerusalemme.
A nome del presidente Trump, il segretario di Stato Usa ha sottolineato l’amicizia e il forte legame tra i due Paesi e soprattutto ha messo in chiaro che la Casa Bianca “resta impegnata” a raggiungere due obiettivi in particolare: “Ogni singolo ostaggio deve tornare a casa immediatamente e Hamas deve essere eliminato”.
Uno dei temi al centro del colloquio privato di un’ora e mezza tra Rubio e Netanyahu prima che l’incontro venisse aperto anche a ministri e ambasciatori. E prima che Bibi si paragonasse a Charlie Kirk, l’attivista repubblicano ucciso nello Utah, riferendo che “è stato minacciato” anche lui.
Il rumore dei caccia di Tsahal sulla via di Gaza non era udibile nella Città Santa, ma mentre le diplomazie seguivano i protocolli della giornata, i missili hanno raso al suolo la torre Burj al-Jafari, a Gaza city. Ritenuta un posto di osservazione di Hamas per gli attacchi alle truppe. In vista dell’imminente ingresso della fanteria israeliana nella città per l’operazione ‘Carri di Gedeone 2’. La conquista della roccaforte dell’organizzazione terroristica.
Video Gaza City, abbattuta anche la torre al-Jafari
In attesa del segnale dal governo, centinaia di carri armati e mezzi militari sono stati schierati al confine nord della Striscia. Migliaia di soldati dei battaglioni con la stella di Davide controllano i fianchi della città, in una manovra a tenaglia. Intanto i media israeliani rilanciano l’indiscrezione che Stati Uniti e Israele sarebbero impegnati su un potenziale piano per trasferire i principali leader di Hamas da Gaza alla Tunisia.
La proposta consentirebbe ad alcune delle figure più intransigenti della fazione di lasciare volontariamente l’enclave, una misura che ricorda il precedente degli anni ’80, quando Yasser Arafat e l’Olp furono esiliati.
Dal canto suo Hamas si sta preparando all’offensiva dell’Idf. Anche con una mossa che complica la vita agli israeliani: riportando in superfice dai tunnel sotterranei parte degli ostaggi ancora in vita (circa venti) che intende usare come scudo per impedire alla truppe di muoversi liberamente, ha riferito la tv pubblica Kan. Poi, affidando il coordinamento del cosiddetto ‘legitimacy ambush’ (imboscate e guerriglia) a Izz al-Din Haddad, capo dell’ala militare, Raed Saad, comandante della divisione operativa, Muhammad Odeh, che guida l’intelligence e Mohand Rajab, militare di alto rango della Brigata Gaza.
Non basta: la strategia di Hamas comprende le violente azioni contro i residenti per impedire che seguano gli avvisi di evacuazione e si spostino a sud. Circa 700mila persone sono ancora a Gaza, nonostante i bombardamenti intensi delle ultime settimane. In 320mila si sono trasferiti verso la parte meridionale, nei campi di al Mawasi, a Kan Younis.
Ma l’Idf, pur aspettandosi che centinaia di migliaia lascino Gaza city non appena avranno inizio le operazioni di terra, non si illude sulle difficoltà: civili usati come scudi umani, miliziani in infradito e bombe nello zainetto mimetizzati tra la gente. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir sembra tuttora contrario all’operazione, convinto che non servirà a far arrendere Hamas.
Nel frattempo lunedì pomeriggio è iniziato a Doha il vertice di emergenza del Paesi arabi e musulmani dopo l’attacco alla leadership di Hamas. Alla domanda in conferenza stampa se Israele avesse aggiornato Washington prima del raid, Netanyahu è sembrato voler ridurre le conseguenze negative su Washington e ha ribadito: “Ci assumiamo la piena responsabilità, perché i terroristi non possono avere rifugi sicuri. L’abbiamo fatto da soli”.
Rubio ha offerto una risposta obliqua: “Siamo concentrati sul ruolo che il Qatar può svolgere adesso per la liberazione degli ostaggi e per un futuro migliore per i residenti di Gaza. Abbiamo buone relazioni con i nostri partner nel Golfo. Siamo concentrati su ciò che accadrà dopo”.
Trump ieri sera aveva avvisato: “Un messaggio per Bibi? Devono stare molto, molto attenti. Devono fare qualcosa contro Hamas. Ma il Qatar è stato un grande alleato degli Stati Uniti. L’ho detto all’emiro, che ritengo sia una persona meravigliosa, davvero… quindi Israele e tutti gli altri, quando attacchiamo le persone, dobbiamo stare attenti”, ha aggiunto. Martedì Rubio sarà a Doha.
Madrid annulla contratto di armi da 700 milioni con Israele
Intanto il governo spagnolo ha annullato un contratto del valore di quasi 700 milioni di euro per lanciarazzi di progettazione israeliana, secondo un documento ufficiale visionato dall’Afp.
La decisione arriva dopo che il primo ministro Pedro Sanchez aveva annunciato la scorsa settimana che il suo governo avrebbe “consolidato per legge” il divieto di vendita o acquisto di equipaggiamento militare con Israele in relazione alla sua offensiva a Gaza.
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