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Friday, February 6, 2026
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La Bce mantiene i tassi fermi, sui depositi resta il 2% – Notizie


La Bce mantiene i tassi invariati per la terza riunione consecutiva del suo Consiglio direttivo. Il tasso sui depositi resta al 2%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. Lo comunica la banca centrale. L’ultimo taglio dei tassi risale alla riunione dell’11 giugno. 

La Bce ha migliorato a 1,2% la sua stima di crescita per l’area euro nel 2025, contro lo 0,9% indicato a giugno prima dell’accordo con gli Usa sui dazi. La stima di crescita per il 2026 è limata a 1% da 1,1% e quella per il 2027 confermata all’1,3%. Le ‘staff projections’ di Francoforte alzano la stima d’inflazione al 2,1% per il 2025 (da 2%), poi 1,7% nel 2026 e 1,9% in 2027.  

La banca centrale europea sottolinea che nel percorso futuro dei tassi seguirà “un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione” e deciderà “senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”. 

La presidente dell’istituto, Christine Lagarde, ha spiegato: “Non posso caratterizzare la posizione della Bce sui tassi in termini di una pausa o di una direzione di marcia. Tutto ciò è spazzato via dai principi che
ci siamo dati, cioè di dipendere dai dati, di decidere riunione dopo riunione in maniera non predeterminata”. 

Lagarde ha poi definito “giusto riferirsi a una resilienza dell’economia dell’area euro. Lo 0,7% di crescita acquisita nel primo semestre è indicativo di questa resilienza” e “la revisione della crescita per l’intero 2025 da 0,9% a 1,2%, se uno ci pensa, è un miglioramento del 30%”. Secondo la presidente della Bce “ci saranno difficoltà”, ma anche un sostegno alla crescita dal miglioramento del reddito disponibile grazie alla discesa dell’inflazione e ai dati positivi sugli occupati, che aiuteranno i consumi, e “ai significativi investimenti in infrastrutture e difesa oltre che ai Pnrr nazionali che continueranno a godere di finanziamenti fino al 2026”.

La presidente della Bce ha aggiunto che “i rischi per la crescita sono diventati bilanciati”, facendo un’inversione di marcia rispetto alla formula dei “rischi orientati al ribasso” adottata finora. Lagarde spiegato che la crescita acquisita dall’economia dell’area euro a metà 2025 è dello 0,7% e “le indagini suggeriscono che sia i servizi che la manifattura continuano a segnalare una spinta positiva”, e che l’effetto dell’accordo sui dazi “si vedrà nel tempo”.

“La decisione di lasciare i tassi invariati oggi è stata unanime – ha evidenziato Lagarde – Abbiamo discusso le previsioni e i rischi ma quello che ho appena formulato è stato oggetto di un accordo unanime”. Alla domanda se la Bce abbia finito di tagliare i tassi, fa riferimento alla formula secondo cui l’istituto “è ben posizionato” per rispondere ai dati economici che valuterà riunione dopo riunione. 

La Bce inoltre “ha tutti gli strumenti necessari, se la trasmissione della politica monetaria dovesse diventare inefficiente”, per intervenire sullo spread. A una domanda specifica sullo spread della Francia, Lagarde ha sostenuto di essere “fiduciosa che le autorità lavoreranno per ridurre l’incertezza il più possibile” anche grazie al quadro di regole di bilancio europee.

L’uso dei ‘Tpi’, lo scudo anti-spread della Bce, “non è stato discusso in alcun modo nel corso del Consiglio direttivo” di oggi. L’attivazione del Tpi, ha chiarito la presidente di Eurotower, è decisa “in base a criteri, valutazioni di mercato, e infine una decisione del Consiglio direttivo. Ma i criteri per attivarlo non sono assolutamente scritti sulla pietra”.

“La Bce monitora attentamente” il mercato obbligazionario, che tuttavia “sta funzionando in maniera ordinata e con buona liquidità” e “con movimenti limitati fra gli spread dei vari Paesi rispetto alla Germania”, ha concluso.

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