
Un membro dell’equipaggio, seduto in coperta, alza lo sguardo e indietreggia. Un istante dopo, una fiammata avvolge i giubbotti di salvataggio e si propaga a bordo della Family.
Alla vigilia della partenza per Gaza, la notte della nave capofila della Global Sumud Flotilla, ancorata al largo del porto tunisino di Sidi Bou Said, si è trasformata in ore di tensione racchiuse nei fotogrammi di un video sgranato diffuso sui social. Il presunto attacco con un drone, denunciato dagli attivisti tra cui Greta Thunberg – che in quelle ore non si trovava a bordo -, non ha per ora trovato conferme ufficiali: le autorità tunisine hanno smentito la presenza di velivoli.
Video Flotilla: colpiti da un drone. Le immagini delle telecamere di bordo
Ma le voci del collettivo, raccolte poche ore più tardi sulla scalinata del teatro municipale di Tunisi, hanno ribadito la loro versione e la volontà di salpare verso la Striscia per “mettere fine all’assalto israeliano”. Ad accompagnarle, tra kefiah e applausi, è giunto anche l’appello a “non lasciarsi intimidire” della relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese. “Non sappiamo” chi sia il responsabile “ma non saremmo sorpresi se fosse Israele: se confermato, si tratta di un attacco alla sovranità tunisina”, è stato il suo monito. La prima ricostruzione pubblica dell’accaduto è arrivata per bocca dell’attivista portoghese Miguel Duarte, immortalato sul pontile nel video e già noto per i salvataggi dei migranti nel Mediterraneo a bordo delle navi Sea Watch. “Il drone era a tre, quattro metri sopra le nostre teste. Ho gridato, ho chiamato l’equipaggio – ha raccontato -. Poi lo sgancio dell’ordigno e le fiamme.
Video Global Sumud Flotilla, l’allarme di Francesca Albanese dopo l’esplosione
Per fortuna domate in pochi minuti”. Attorno a lui, molti hanno parlato apertamente di un attacco israeliano, ma le versioni più disparate hanno continuato a rincorrersi per tutta la giornata. A passare al setaccio i filmati è stata anche la Bbc: un proiettile infuocato cade con traiettoria netta, compatibile con un razzo sparato a distanza ravvicinata, è stata l’osservazione degli esperti. Più prudenti gli analisti di Sibylline, secondo cui potrebbe trattarsi di una pistola lanciarazzi: i danni appaiono troppo limitati per un drone. Resta il dettaglio del suono registrato: un ronzio simile a pale o a un motore, che potrebbe provenire tanto da un drone quanto da un’imbarcazione vicina. A fare chiarezza hanno precisato a più riprese gli stessi attivisti, ci penseranno le autorità competenti. Ma l’episodio è entrato subito nei radar della comunità internazionale. Spagna e Belgio hanno chiesto indagini approfondite. “Non sappiamo quel che realmente è successo”, ha evidenziato da Roma il vicepremier Antonio Tajani, osservando tuttavia che non spetta all’Italia indagare.
Non è mancata però la denuncia dell’italiano a bordo Tony La Piccirella, secondo cui le autorità tunisine sarebbero salite a bordo con il pretesto di “effettuare rilievi”, salvo poi “ripulire la zona” e “negare l’accaduto, nonostante i nostri numerosi video”. Sul ponte della Family battente bandiera portoghese, però, la determinazione continua a prevalere: “Nessuno ci fermerà”, ha assicurato il brasiliano Thiago Avila poco prima che il comitato direttivo della Flotilla iniziasse la valutazione dei danni che, a un primo esame, sembrano importanti. Tanto da non escludere un rinvio della partenza, in programma per domani.
“Il ponte superiore è completamente bruciato o quasi, anche l’albero maestro ha subito danni così come parte della stiva”, hanno evidenziato alcuni attivisti.
In attesa di una decisione, il Global Movement to Gaza ha confermato che la delegazione italiana salperà giovedì da Siracusa. Una spedizione in vista della quale le opposizioni hanno chiesto in Aula alla premier Giorgia Meloni di chiarire la posizione del governo e di garantire la sicurezza dei volontari italiani. L’operazione “è a rischio”, ha spiegato Tajani, assicurando tuttavia il pieno impegno a “garantire, se e quando arriveranno in territorio israeliano, tutto il sostegno consolare agli italiani” che dovessero “avere problemi”. Un sostegno che, ha indicato, passerà anche da una telefonata, prevista nei prossimi giorni, al ministro israeliano Gideon Sa’ar “per chiedere ad Israele di rispettare il mandato parlamentare”.
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