
Il papà Andrea, la mamma Antonia, il fratello Michele, la sorella Francesca. I loro applausi alla canonizzazione del figlio e fratello Carlo Acutis si mescolano a quelli di altri 80mila fedeli che hanno conosciuto il santo “influencer di Dio” soltanto in fotografia o in video. Quei filmini girati nei primi anni Novanta dalla stessa famiglia Acutis che sedeva a piazza San Pietro, con “gioia” ed “emozione”, mentre il figlio veniva proclamato santo da Papa Leone XIV.
Un evento eccezionale: perché se già non è naturale che i genitori sopravvivano ai figli, non è nemmeno frequente che un padre o una madre sopravviva alla canonizzazione del proprio figlio, considerati i tempi normalmente lunghi per questo processo. Così raro che nella storia ci fu soltanto un precedente, nel 1950, con Maria Goretti: alla messa celebrata da Pio XII a piazza San Pietro era, infatti, presente la mamma Assunta. In abito scuro e con il capo coperto da un velo nero, anche oggi c’era una madre, davanti allo stendardo con il volto del santo esposto sulla facciata della basilica. Antonia Salzano, mamma di Carlo Acutis, in questi anni ha permesso ai fedeli di conoscere il patrono di Internet tramite la sua testimonianza e la condivisione di quelle immagini di un adolescente sempre con il sorriso “che portava Gesù nel cuore” e “aiutava il prossimo”.
“E’ stato un vero ed efficacissimo influencer di Dio”, aveva, infatti, sottolineato nel libro “Il segreto di mio figlio”, scritto con Paolo Rodari per le edizioni Piemme. Un racconto che parte dalla fine, dagli ultimi giorni vissuti dal giovane santo scomparso a 15 anni, nel 2006, a causa di una leucemia fulminante. E proprio in vista della canonizzazione inizialmente prevista per aprile e poi, dopo la morte di Papa Francesco, spostata a settembre insieme a quella di Pier Giorgio Frassati, Antonia Salzano aveva confidato: “Dio, che mi ha rapito in Cielo Carlo tanti anni fa, mi restituisce oggi san Carlo Acutis, un figlio nuovo che non solo io, ma tutta la santa Chiesa con me pregherà”. Oggi, però, a piazza San Pietro però non c’era soltanto la mamma ad assistere alla proclamazione. Con lei anche il papà, Andrea Acutis, e i gemelli Michele e Francesca nati dopo la scomparsa di Carlo, il fratello che non hanno mai conosciuto. “Un miracolo che mi annunciò lui in sogno”, aveva raccontato Salzano. Ed è a Michele che è stata affidata la prima lettura della liturgia, in un perfetto inglese, mentre nel corso della messa, i genitori hanno portato i doni dell’offertorio, sempre accompagnati dai due figli.
“Carlo è stato scelto da Dio come suo strumento”, aveva osservato la mamma in un’intervista prima della canonizzazione. Non a caso, “tantissime persone si sono riavvicinate alla fede, hanno ricominciato ad andare a messa. Come sia stato possibile che abbia toccato tanti cuori è un mistero insondabile. Io stessa sono la prima convertita”, aveva ammesso. E oggi alla domanda su cosa consiglierebbe ai giovani Carlo Acutis, il primo santo millennial con la passione per l’informatica, mamma Antonia non ha dubbi: “di spegnere il cellulare e di tornare a guardarsi negli occhi”.
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