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Saturday, February 7, 2026
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A Venezia l’ascesa di Putin e le famiglie di Jarmusch – Notizie


Dopo tanti giorni nei quali Gaza è stata, fra appelli e manifestazioni, sotto i riflettori al Lido, il concorso ha riservato oggi il ritratto di un altro protagonista delle cronache di guerra internazionali, Vladimir Putin: ‘Il mago del Cremlino’ di Olivier Assayas mette in scena l’ascesa al potere dello zar (interpretato da Jude Law), attraverso il racconto del suo spin doctor (Paul Dano, in un ruolo ispirato all’ex consigliere Vladislav Surkov). Il film è tratto dal romanzo di Giuliano da Empoli, con la sceneggiatura scritta dal regista insieme a Emmanuel Carrère.

“Nell’interpretare Putin non ho certo pensato a ripercussioni, mi sono messo nelle mani di Olivier per raccontare senza polemiche un personaggio all’interno di una storia molto più grande”, sottolinea Law. La cosa più difficile “è stata rappresentare il suo volto pubblico da cui non trapela nulla e mostrare comunque emozioni. Ho dovuto adottare una recitazione interiore”.

Video Venezia, Jude Law: ‘Io nei panni di Putin, ma non temo ripercussioni’

 

‘Il mago del Cremlino’ “non racconta solo della Russia e della politica moderna che governa ormai il mondo, ma credo che quello che si vede in questo film valga anche per tutti gli altri Paesi” osserva il regista francese. Si vira sulla famiglia con il secondo film in concorso della giornata, ‘Father Mother Sister Brother’ di un maestro come Jim Jarmusch, per la prima volta in gara alla Mostra. Con un racconto in tre episodi, e un cast che comprende Cate Blanchett, Vicky Krieps, Tom Waits, Adam Driver, Mayim Bialik, Charlotte Rampling, il cineasta concentra lo sguardo sul rapporto fra genitori e figli.

Video Venezia, in concorso ‘Il Mago del Cremlino’ con Jude Law nei panni di Putin

 

“L’ho scritto in sole tre settimane, considero questo film in tre parti un’opera unica. Scrivo poi già immaginando gli attori che reciteranno un certo ruolo e il risultato, devo dire, mi ha soddisfatto molto” dice Jarmusch che fa un accenno anche a una delle polemiche divampate ad Hollywood nelle ultime settimane, il rapporto tra Mubi, che distribuirà il suo film in diversi Paesi, e la società di private equity Sequoia Capital che sostiene diverse start-up israeliane nel settore della tecnologia della difesa.

“Sono sconcertato”, spiega. “Ho un accordo di distribuzione su alcuni territori con Mubi, comunque si sa che tutti i soldi che vengono dalle corporate sono soldi sporchi”. Fuori concorso Pierfrancesco Favino regala un’altra grande interpretazione in Il Maestro di Andrea Di Stefano in cui interpreta Raul Gatti, ex tennista di qualche successo che non ha retto alla pressione. Dopo una profonda crisi, che lo restituisce alla vita ‘stropicciato’, si ricicla come maestro di tennis e si trova ad allenare una promessa della racchetta, il tredicenne Felice (Tiziano Menichelli), fino ad allora guidato con regole ferree dal padre ingegnere alla Sip (Giovanni Ludeno).

Video Venezia: presentato fuori concorso ‘Il Maestro’, il film di Di Stefano con Favino

 

“Viviamo un momento nel quale c’è l’ossessione sociale per cui si deve per forza essere di successo per potere esistere. Questa storia tra le varie vene ha anche quella di mostrare che si può stare al mondo anche se non vinci, se non sei per forza il numero uno” dice l’attore che, rispondendo ai giornalisti, torna anche sulla mobilitazione per la Palestina al Lido. “Tendiamo a scordarci che i film possano parlare alle persone. In concorso ci sono dei film che parlano chiaramente di certi temi. Comunque ci deve anche essere libertà di manifestare di dire la propria, che questi eventi possano essere delle lenti di ingrandimento sugli avvenimenti che ci circondano”.

Infine, tra gli esordi della giornata, c’è quello in gara ad Orizzonti di Laura Samani con Un anno di scuola, adattamento ambientato nel 2007 del racconto di Giani Stuparich scritto oltre un secolo fa (nel 1919). Una storia di adolescenti nella quale la regista ha voluto anche mettere in luce come “uomini e donne non parlino la stessa lingua in tema di desiderio. Abbiamo gli stessi desideri, ma il modo in cui possiamo esprimerli è diverso, c’è meno spazio di manovra per chi abita il corpo femminile”.

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