
La prima volta da presidente del Consiglio. Per toccare con mano se ancora vale quell’attestato di fiducia che le aveva attribuito il Meeting nel 2022, con le elezioni politiche che l’avrebbero portata a Palazzo Chigi alle porte. Giorgia Meloni si prepara al rientro dopo lo stacco di agosto tra Grecia, Puglia, e la tappa a Washington con i leader europei. Affina un discorso piuttosto lungo, una mezz’ora abbondante in cui spazierà dalle crisi internazionali all’intesa sui dazi, fino agli impegni che attendono il governo alla ripresa, a partire dalla manovra.
Tre anni fa Meloni era con gli altri leader pronti a sfidarsi alle elezioni di settembre. L’invito le era stato reiterato anche due anni dopo per l’edizione 2024 ma in quell’occasione lo spazio della kermesse di Comunione e Liberazione fu occupato solo dai due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini.
Stavolta il turno del leader di Forza Italia è già passato, domenica scorsa, mentre al segretario leghista il palco toccherà per ultimo, nel tardo pomeriggio, dopo l’intervento della premier.
Salvini peraltro era atteso per un punto stampa alla Fiera di Rimini attorno all’una, quando la premier – dopo l’introduzione del patron del Meeting, Bernhard Scholz – con ogni probabilità starà ancora raccontando la sua ricetta tra strategia di politica estera, tenuta dei conti e sfide europee. In serata però un aggiornamento di agenda specifica da un lato che il leghista interverrà in due diversi panel (dopo l’intervento di Meloni), e che il punto stampa concomitante non è più garantito.
Possibile ma non scontato insomma, mettendo in fila i reciproci impegni, che i due riescano ad avere un faccia a faccia. Anche se schiere di fotografi e cameraman si aspettano di riuscire a immortalarli insieme.
D’altronde il Meeting “è l’apertura di fatto della stagione politica”, osserva il ministro Francesco Lollobrigida dopo avere gettato acqua sul fuoco su tutti i dossier più spinosi degli ultimi giorni, dalla marcia indietro sulla commissione vaccini di Orazio Schillaci (“ne ho stima oggettiva”) alla querelle con la Francia per le parole sempre di Salvini. La kermesse di Cl “rappresenta un grande momento di incontro e confronto” dice ancora. E che il Meeting piaccia a Fratelli d’Italia è cosa (moltissimi gli esponenti che si sono visti anche a questa edizione), anche per le assonanze con Atreju. Due manifestazioni, dicono dal partito, che ospitano “il confronto” e organizzate in gran parte sui volontari.
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