
Dodici anni contro sette metri. I capelli biondi come il sole e il sorriso dell’età, Keila Mehani Gallina cavalca l’onda. La sua è una storia di sport e libertà, quella che ti regala l’essere nata di fronte all’Oceano Pacifico e avere la finestra di casa “che affaccia su quei cavalloni”.
In gara da giovedi’ nella tappa tahitiana della World Surf League alla quale si è qualificata vincendo i Trials nella sua Teahupo’o famosa per le onde-monstre, Keila sarà la più giovane atleta della tavola da mare ad aver mai partecipato a questa coppa del mondo, e sfiderà da subito le piu’ forti. Teahupo’o, sulla costa sud occidendale della Polinesia francese, ha ospitato un anno fa le gare delle Olimpiadi. La foto del brasiliano Medina sospeso sull’onda più famosa per il surfisti di tutto il mondo divenne virale. Ma questa è l’era dei campioni bambini, dalla cinese Yu Zidi (12) all’azzurra Kelly Doualla (15), e i teleobiettivi sono puntati su una dodicenne: figlia di un hawaiano e di una tahitiana, sul profilo Instagram (a proposito: 13mila follower) si chiama MissTeahupo’o e posta video delle sue scivolate nei tunnel di acqua cristallina sulle note dei Red Hot Chili Peppers. Al Guardian racconta di aver surfato col papà Ryan da quando aveva quattro anni e di non aver paura, anche se in famiglia pregano che nella sua gara l’onda sia forte, ma non fortissima. “Paura? Naturale che ne abbia, come ogni padre quando il proprio figlio attraversa la strada”, la significativa frase di Ryan Gallina.
Con altrettanta sfacciata naturalezza, Keila racconta la sua emozione. “Sono piuttosto sorpresa: sapevo che sarebbe successo, ma non cosi’ presto. E allora non vedo l’ora”, dice. Le sua paure sono troppo nascoste per emergere, perche’ per lei il surf e’ altra cosa. “E’ sempre divertente: ho molti amici che surfano tutti i giorni, quindi sto con loro, tutto il giorno, tutti i giorni”. In gara sara’ diverso. In caso di mareggiata, Teahupo’o è spaventosa: le onde si snodano per migliaia di chilometri attraverso il Pacifico prima di scaricarsi su una barriera corallina tahitiana poco profonda. Per quindici anni, le gare femminili della Wsl hanno saltato la tappa, per timore di infortuni e tra le polemiche per una scelta ritenuta sessista. Dal 2022, il ritorno a Tehaupo’o. “Preghiamo che le onde non siano troppo alte”, ammette Ryan, confidando sulla “migliore pattuglia di salvataggio in acqua del mondo”. In ogni caso, questo agosto sull’onda sarà solo il primo passo. “Voglio entrare nel tour mondiale nei prossimi anni”, dice la 12enne promessa. Ed e’ qui che il padre la frena. “Non conta il risultato, conta vivere il surf. Che per noi e’ uno stile di vita”.
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