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Saturday, February 7, 2026
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Medio Oriente, Witkoff vola in Israele. Ribera: ‘Gaza come Auschwitz’ – Notizie


Il Canada “intende” riconoscere lo Stato di Palestina all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York a settembre: lo ha annunciato il premier Mark Carney. “Il Canada intende riconoscere lo Stato di Palestina durante l’80a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 2025”, ha affermato Carney in una conferenza stampa seguendo l’esempio di Francia e Regno Unito. 

L’inviato della Casa Bianca per il Medio Oriente Steve Witkoff arriva in Israele dopo aver rinviato la visita nelle scorse settimane a causa dei mancati progressi nei colloqui per l’accordo di tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi.

Video La mappa animata che mostra come Gaza e’ piombata nell’oscurita’

 

Fonti americane hanno fatto trapelare che l’impegno umanitario nella Striscia è il primo punto dell’agenda, e che Witkoff incontrerà il premier Benyamin Netanyahu giovedì. Ma altre fonti qualificate – israeliane – sottolineano che il viaggio dell’inviato ha come priorità di far ripartire i colloqui per il cessate il fuoco e la ripresa di consegne alimentari più corpose e regolari ai gazawi. Sull’argomento sono arrivate parole shock da parte della vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera, la quale, ha affermato che le immagini di persone che “muoiono di fame” a Gaza “ricordano” quelle di altri momenti tragici della storia come “quelle del ghetto di Varsavia” o “la liberazione di Auschwitz”. Ribera ha aggiunto che al momento “non esiste un consenso all’interno della Commissione” su quale debba essere la risposta dell’Ue alla “situazione intollerabile da qualsiasi punto di vista” dovuta alle azioni militari di Israele a Gaza”. Sugli effetti della carestia è tornato il New York Times, correggendo un suo articolo dei giorni scorsi in cui pubblicava l’immagine di un bambino di Gaza pelle e ossa che hanno suscitato orrore nel mondo: il quotidiano Usa ha spiegato che il piccolo è affetto da una grave patologia pregressa, facendo intendere che a ridurlo in quello stato non è solo la malnutrizione.

 

Gerusalemme ha stigmatizzato l’uso di foto di bambini malati per indurre a incolpare Israele: “È deplorevole che i media internazionali credano alle abominevoli menzogne di Hamas. Prima pubblicano, poi verificano, se mai lo fanno”, ha dichiarato il Console Generale d’Israele a New York, Ofir Akunis. Mentre il ministero degli Esteri di Gerusalemme ha pubblicato un video su X in cui mostra il bambino evacuato due mesi fa in Italia per essere curato per una grave malattia genetica e la cui foto è stata pubblicata da un quotidiano per simbolizzare la fame a Gaza: “La malattia di un bambino trasformata in propaganda. Questo non è giornalismo”, ha scritto il ministero. Witkoff durante la sua visita nella regione avrebbe intenzione di recarsi presso i centri di distribuzione degli aiuti nella Striscia gestiti dall’americana Gaza Foundation. Per l’amministrazione Usa, dicono i commentatori, si tratta di una visita particolarmente critica, “l’ultimo tentativo di raggiungere un accordo”. Per questa ragione il suo arrivo viene visto come un segnale che Washington intravede un risultato all’orizzonte. Ma, sottolineano gli analisti israeliani, c’è anche preoccupazione: l’inviato di Trump teme che i ministri di ultradestra Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich possano affossare l’accordo.

Video Mattarella: ‘La situazione a Gaza sempre piu’ intollerabile’

 

Non è escluso quindi che Witkoff chieda di incontrarli direttamente, nel tentativo di convincerli in un momento cruciale, dice Yedioth Ahronoth. Nella notte tra martedì e mercoledì intanto Israele ha consegnato ai mediatori un documento in cui respinge alcune delle principali richieste di Hamas: la decisione finale dei nomi di detenuti palestinesi da scambiare con ostaggi, l’apertura del valico di Rafah, il ritiro dell’Idf dall’asse Filadelfia e la rimozione della Gaza Foundation. Si prevede che Witkoff faccia forti pressioni sia su Hamas che Israele. L’inviato speciale, dovrebbe volare anche in Egitto e Qatar, i due Paesi mediatori. Nel frattempo, gran parte degli aiuti umanitari viene rubata durante il tragitto dentro Gaza. Dall’enclave arrivano video che fanno vedere come uomini armati prendono il controllo dei camion e la merce venga venduta al mercato nero a prezzi esorbitanti. Nella Striscia ora un chilo di zucchero costa 400 shekel (oltre 100 euro), un pacco di caffè fino a 500 shekel (128 euro), un litro di olio 250 shekel (64 euro), una banana può arrivare a costare 17 shekel (più di 4 euro). 

Video Trump annuncia centri di distribuzione alimentare per Gaza

 

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