
I Mondiali in acque sporche hanno la faccia comunque sorridente di Gregorio Paltrinieri e Ginevra Taddeucci. Il fondo azzurro anche in condizioni estreme infatti non delude e a Sentosa, dopo i dubbi, il rinvio della 10 km e le conseguenti polemiche, l’Italia mette a segno una doppietta d’argento, con l’olimpionico che a 31 anni non smette di stupire e la toscana, già bronzo olimpico a Parigi, anche lì nelle contestate acque della Senna.
I due azzurri, che pure non hanno gradito la gestione caotica della gara con comunicazioni notturne dei rinvii, sono stati più forti di tutto. Quello del Greg nazionale è l’argento di un campione infinito che, incurante del caos della vigilia, nuota da protagonista la distanza olimpica che ha aperto il programma dei mondiali di nuoto nel mare di Singapore. Una gara in rimonta e per sua stessa ammissione “in condizioni estreme”, chiusa in 1h59’59″2.
E’ l’ottava medaglia iridata nel fondo e l’ottavo mondiale da Barcellona 2013 a podio per l’olimpionico trentunenne di Carpi. Meglio fa solo l’altro olimpionico, il tedesco Florian Wellbrock, che vince dominando in 1h59’55″5. Terzo e staccato dalla coppia di testa l’australiano Kyle Lee (2h00’10″3). “Era una gara difficilissima, io preferisco il caldo al freddo, ma questo era troppo – racconta Paltrinieri – Secondo me abbiamo nuotato ai limiti dei 31°C, ma c’è un pezzo dove l’acqua è più ferma e sembravano 35°C. Una gara tostissima, Ho gestito la posizione, sono molto contento. Una gara perfetta. Quest’anno mi sono dedicato solo a questo. L’anno scorso avevo sofferto per la bruttissima gara a Parigi, nella Senna. Sapevo che non rappresentava il mio valore. Io sono da gruppo di testa per giocarmela all’ultimo giro”.
Quanto alle incertezze che hanno accompagnato il difficile esordio – per i valori dell’acqua oltre i limiti di sicurezza -, Paltrinieri è chiaro: “Nuotare la 10 km in condizioni estreme è davvero complicato, c’è voluta tutta la mia esperienza. Anche per gestire bene il caos della vigilia. Siamo tutti scossi da questa gestione. Mi aspetto un’organizzazione migliore da parte di World Aquatics. Siamo andati a letto non sapendo se oggi avremmo gareggiato. Io ci sono passato sopra, ho dormito. Però chiaramente vai a letto con un’insicurezza che non si addice a un campionato del mondo”. E’ comunque un argento importante: “Volevo cancellare la delusione olimpica. Ho iniziato tardi la preparazione per recuperare dall’operazione al gomito. Ho dovuto rincorrere, ma probabilmente ne ho beneficiato di testa”. L’ennesimo risultato nonostante una botta alla mano in avvio: “Penso che non avessimo nuotato neanche 200 metri quando allungando la bracciata ho impattato il busto di un avversario, credo Olivier. Ho sentito subito un forte dolore che mi ha accompagnato per tutta la gara. Ma ciò che è stato più difficile affrontare oltre al caldo, è stata la sete. Credo di avere bevuto tre litri di acqua e liquidi nella mezzora successiva alla gara”. Settimo l’altro azzurro, l’esordiente Andrea Filadelli.
E arriva l’argento anche nella gara femminile, con la 28enne toscana Ginevra Taddeucci, a quattordici anni da quello di Martina Grimaldi di Shanghai 2011 e a sei anni dall’ultima medaglia individuale femminile, il bronzo di Rachele Bruni a Gwangju 2019. Una gara di fatica e resistenza chiusa in 2h07’55″7 alle spalle della favorita australiana Moesha Johnson. Felice l’azzurra che parla di “coronamento di tutta una carriera, anche se è stato difficile gareggiare qui, l’acqua era troppo calda”. “Condizioni terribili” per le temperature che hanno fatto uscire gli atleti stravolti. Dura la critica sul caos acque: “E’ stata irrispettosa la gestione di questa gara, annullandola la sera prima a mezzanotte. Solo poche ore prima della gara la World Acquatics scopre problemi sulla qualità dell’acqua. Questo non va bene, ci sono delle falle”. In attesa del ritorno del fondo in acque azzurre acque chiare, l’Italia sorride in tandem.
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