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Monday, February 2, 2026
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Abi, l’assemblea annuale a Milano: intervengono Panetta e Giorgetti – Eventi


Eventi – In collaborazione con
Abi

L’assemblea dell’Abi fa il tutto esaurito all’Università Bocconi di Milano, con numerose presenze del mondo bancario, politico e non solo. Tra i primi ad arrivare c’è il padrone casa Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, seguito da Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia. Entrambi aprono i lavori dell’assemblea, prima del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, in video collegamento.

Tra i banchieri presenti vi sono il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro, Gianni Franco Papa, amministratore delegato di Bper Banca e il presidente del gruppo Fabio Cerchiai, poi Massimo Tononi, presidente di Banco Bpm, Alberto Pedranzini, consigliere delegato e direttore generale di Banca Popolare di Sondrio, Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, Corrado Passera, fondatore e amministratore delegato di Illimity Bank. Tra i politici ci sono il sottosegretario al Mef Federico Freni, Maurizio Leo, viceministro dell’Economia e delle Finanze, Francesco Boccia, senatore e capogruppo del Partito Democratico, l’ex ministro delle Finanze Giulio Tremonti, la deputata di Azione Elena Bonetti, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. Presenti anche il magistrato Livia Pomodoro e Emma Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Holding, oltre che Fabrizio Palenzona, ex vicepresidente di Unicredit e attuale presidente di Prelios.

Occorre “disinnescare” il protezionismo e i dazi per evitare effetti sui mercati e sulle banche e una “nuova recessione”. Questo il monito del presidente Abi Antonio Patuelli nella sua relazione all’assemblea Abi. “Se si sviluppassero guerre commerciali, i mercati ne soffrirebbero, aumenterebbero le incertezze per le imprese, i crediti potrebbero deteriorarsi maggiormente e le banche ne subirebbero gli effetti” spiega. “Si rischierebbe una nuova recessione. Occorre – ha aggiunto – disinnescare i rischi di protezionismi e nuovi dazi, misure vecchie quanto il mondo, che penalizzano il libero mercato, le crescite economiche e sociali e la prosperità globale”.

LA DIRETTA

“Nei prossimi mesi la politica monetaria dovrà restare improntata a flessibilità e pragmatismo”, afferma il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nel suo intervento all’assemblea dell’Abi secondo cui “il ritorno dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento segna un progresso significativo, ma il quadro resta esposto a molteplici rischi. In questo contesto, sarà fondamentale continuare a valutare di volta in volta le prospettive e i rischi per la stabilità dei prezzi”.

L’Europa ha “nuove opportunità” nello scenario odierno dove “cresce l’incertezza sul ruolo degli Stati Uniti nell’economia mondiale e gli investitori sono alla ricerca di alternative al dollaro e ai mercati americani, avviando – seppur gradualmente – un parziale riorientamento dei portafogli globali”, afferma Panetta. Si tratta di “opportunità che potranno essere colte solo rilanciando con determinazione il progetto di integrazione, completando il mercato unico e adottando politiche comuni per l’innovazione, la produttività, la crescita” ha esortato.

“In un mondo che cambia, l’Europa ha le risorse per svolgere un ruolo da protagonista”. E’ questa l’esortazione del governatore della Banca d’Italia secondo cui “il disegno resta incompiuto” e “solo un’integrazione piena lungo tutte le dimensioni potrà generare benefici concreti per cittadini e imprese”. Panetta è tornato a chiedere “l’introduzione di un titolo pubblico europeo” per rendere pienamente operativa “l’unione del mercato dei capitali”, “i cui progressi finora non hanno soddisfatto le attese”. Secondo stime condotte in Banca d’Italia, ha spiegato “un mercato dei capitali integrato e fondato su un titolo comune privo di rischio potrebbe ridurre di mezzo punto percentuale il costo del finanziamento per le imprese, stimolando investimenti aggiuntivi per 150 miliardi di euro l’anno. Già solo questo, a regime, si tradurrebbe in un incremento del Pil europeo dell’1,5 per cento”.

Eventi – In collaborazione con
Abi



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