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Friday, February 6, 2026
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Esplosione a Roma, rilevatori per verifiche su residui di gas – Notizie


L’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale e il Noe, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, hanno installato dei rilevatori per verificare la presenza residua di gas nell’aria per garantire l’incolumità dei cittadini nella zona di Roma coinvolta dall’esplosione avvenuta ieri mattina poco dopo le 8 in via dei Gordiani.

 

 

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La Protezione civile del Campidoglio: ‘Ridotta quantità di diossina per la rapida azione dei pompieri. Scongiurato il peggio’

“La velocità con cui hanno operato i vigili del fuoco ha consentito di spegnere le fiamme in tempi rapidi e quindi ha ridotto la quantità di diossina sprigionata nell’aria. E’ noto che un incendio più dura nel tempo e più raggiunge temperature alte con la conseguente diffusione nell’aria di diossine”, ha sottolineato la Protezione Civile del Campidoglio in una nota. “Premesso che le valutazioni sanitarie spettano alla Asl al momento possiamo dire di aver scongiurato il peggio, essendo la prima giornata di monitoraggio quella più a rischio dal punto di vista della tossicità dell’aria”. 

L’esplosione che si è verificato ieri a Roma ha “generato diossina”. E’ quanto emerge dal monitoraggio dell’aria di Arpa Lazio. In particolare, si registra la presenza di diossine-Teq pari a 1 pg/m3. “Concentrazioni superiori a 0,3 pg/m3 indicano la presenza di una fonte di emissione localizzata, ovvero significano che l’incendio ha effettivamente generato diossina”, spiega l’Arpa nel documento.

‘Non è fatalità. Condizioni invivibili’

“Ciò che è accaduto il 4 luglio non è stata una disgrazia o una fatalità. Sono anni, più di un decennio, che seguendo la tenacia del comitato Albero Magico protestiamo per le condizioni invivibili dell’area. La Mcr metalli che smaltisce metalli in via Balzani condivide il muro di cinta con il giardino della scuola dell’infanzia, intossicando bambini tra i 3 e i 5 anni, personale Ata, insegnanti e docenti che per anni e anni hanno respirato chissà quante sostanze nocive. Attività inadatte al contesto, con un distributore di carburanti a pochi metri”. È la denuncia contenuta in una nota firmata dal Comitato dei Genitori dell’Istituto Comprensivo Simonetta Salacone danneggiate dall’esplosione.

Due pazienti in condizioni gravi al Sant’Eugenio

Sono due i pazienti gravi tuttora ricoverati nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio, dopo l’esplosione a Roma. Un terzo paziente è nello stesso ospedale ma è in uno stato migliore. E’ l’aggiornamento della situazione dei feriti diffusa dalla Asl Roma 2.

Allo stato attuale, restano ricoverati due pazienti in condizioni gravi, entrambi sedati e sottoposti a ventilazione meccanica assistita. Le loro condizioni permangono stazionarie nella gravità del quadro clinico, ed il monitoraggio da parte dell’equipe multidisciplinare prosegue senza interruzioni. In particolare, su uno dei due pazienti – che presenta ustioni di terzo grado estese al 55% della superficie corporea – è stato eseguito un primo trattamento di escarolisi enzimatica, “procedura mirata alla rimozione iniziale del tessuto necrotico mediante l’impiego di enzimi selettivi”, spiega la Asl aggiungendo che “l’intervento rappresenta un primo passo nel complesso percorso terapeutico previsto per i grandi ustionati”.
La prognosi rimane riservata.

Nel corso delle ultime ore, si è aggiunto in reparto un terzo paziente di sesso maschile, trasferito dall’Ospedale San Giovanni. Le sue condizioni sono complessivamente buone: il paziente è cosciente, vigile e non necessita di supporto ventilatorio. Presenta ustioni di terzo grado localizzate ad un arto superiore, con un interessamento pari a circa il 10% del corpo. È in corso una valutazione specialistica per definire il trattamento più appropriato, con l’obiettivo di garantire il miglior decorso possibile. 

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