
Il senatore di destra e candidato alle presidenziali colombiane del prossimo anno Miguel Uribe è rimasto gravemente ferito in un attentato durante un comizio a Bogotà. Lo riportano numerosi media locali. Uribe, 39 anni, è in condizioni critiche. Continua a lottare tra la vita e la morte dopo essere stato sottoposto a due complessi interventi chirurgici cerebrovascolari presso la Fondazione Santa Fe. Il centro medico ha riferito che le due operazioni sono state realizzate con successo, ma la sua prognosi rimane riservata.
Sul suo account X, il ministro della Difesa, Pedro Sánchez, ha intanto riferito che il governo sta offrendo fino a 3 miliardi di pesos (circa 638 mila euro) per informazioni rilevanti sul fatto di sangue. Attraverso una nota, il ministro dell’Interno, Armando Benedetti, ha invece affermato che ai candidati presidenziali saranno fornite le misure di “protezione e sicurezza” di cui necessitano. “La violenza non può mai essere la strada…spero vivamente che (Uribe) stia bene e fuori pericolo”, ha scritto sui social la ministra degli Esteri colombiana Laura Sarabia.
L’attentatore è un ragazzo di 15 anni: lo hanno confermato le autorità colombiane, che hanno nel frattempo arrestato l’adolescente, trovato in possesso dell’arma (una pistola semiautomatica tipo Glock) utilizzata nell’attacco. Il giovane è rimasto ferito a una gamba, durante lo scontro con le guardie del corpo del senatore, ed è stato portato per cure mediche alla Clinica Colombia, dove rimane in custodia della polizia.
La dinamica dell’attacco riporta alla mente i metodi violenti associati al cartello di Medellín, sotto il comando di Pablo Escobar, e il suo impiego di giovani in missioni mortali, soprattutto negli anni ’80 e ’90. Tra i casi più emblematici l’assassinio di due candidati presidenziali negli anni Novanta, Carlos Pizarro e Bernardo Jaramillo Ossa. In entrambi gli episodi, i giovani sicari furono eliminati dopo aver completato le loro missioni, evidenziando la strategia del cartello di non lasciare testimoni che potessero rivelare informazioni sui mandanti dei crimini.
In un video pubblicato sui social network si vede il candidato che sta tenendo un comizio quando si sentono le esplosioni di numerosi colpi d’arma da fuoco diretti verso il politico. Altre immagini, poi, mostrano l’uomo, ormai privo di sensi e sanguinante, poggiato su un’auto bianca mentre alcuni collaboratori tentano di portarlo verso i soccorsi medici.
Uribe è stato raggiunto da tre colpi d’arma da fuoco, due alla testa e uno al ginocchio. Lo riferiscono i sanitari giunti sul posto.
Il sindaco di Bogotà, Carlos Fernando Galan, ha riferito che Uribe è stato “operato d’urgenza” e che l'”attentatore è stato interrogato”. Il governo del presidente di sinistra Gustavo Petro ha condannato “categoricamente ed energicamente l’attentato”. “Questo è un atto di violenza non solo contro l’integrità fisica del senatore – ha scritto la presidenza in una nota – ma contro la democrazia, la libertà di pensiero e l’esercizio legittimo della politica in Colombia”.
Miguel Uribe “ha superato il primo intervento chirurgico”, ha dichiarato ai media Galan, ed è entrato nelle “ore critiche” della convalescenza.
La madre di Uribe fu una nota giornalista rapita da Escobar
Il senatore di destra e candidato alle presidenziali colombiane del prossimo anno, Miguel Uribe, rimasto gravemente ferito in un attentato a Bogotà, appartiene a una nota famiglia colombiana. Suo padre era un dirigente sindacale e un uomo d’affari legato al Partito liberale. Sua madre era invece la nota giornalista Diana Turbay, rapita nel 1990 da un gruppo al soldo del narcotrafficante Pablo Escobar e morta alcuni mesi dopo in un fallito tentativo di salvataggio.
La reporter era a sua volta figlia di Julio César Turbay Ayala, 25/mo presidente della Colombia. Fondò e diresse la rivista di informazione Hoy x Hoy ed era nota per le sue domande pungenti, la profonda empatia e il rifiuto di sensazionalizzare la violenza.
Il 25 gennaio 1991, a soli 40 anni, morì per una ferita da arma da fuoco durante un blitz andato storto. Era stata tenuta in ostaggio per quasi cinque mesi da membri del cartello di Medellín, l’impero criminale più temuto della Colombia, guidato da Escobar. Non fu mai confermato se il colpo mortale fosse stato sparato dai suoi rapitori o dalla polizia, ma l’operazione, condotta all’insaputa della famiglia, fu ampiamente condannata.
Meloni, vicinanza al senatore Uribe e a suoi familiari
“Lascia senza parole quanto accaduto al candidato alle presidenziali colombiane, Miguel Uribe Turbay, che si trova in fin di vita dopo essere stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco mentre teneva un comizio pubblico a Bogotà. Esprimo la vicinanza mia e di tutto il Governo italiano al senatore Uribe e ai suoi familiari, unitamente alla condanna per questo grave attentato alla democrazia e all’auspicio che venga fatta piena luce sulle responsabilità”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Tajani, ‘vile attacco a Uribe, da Italia ferma condanna’
“Il tentativo di assassinio del senatore Miguel Uribe è un gesto vile che vuole riportare la Colombia agli anni più bui della violenza e del terrorismo. Il Governo italiano condanna con decisione questo attentato che costituisce una nuova minaccia alla vita politica del Paese”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Siamo vicini al senatore Uribe, ai suoi familiari e al popolo colombiano. Restiamo impegnati al fianco della Colombia che vuole consolidare il suo percorso di democrazia e sicurezza”, continua Tajani.
Rubio, agguato Colombia colpa della ‘sinistra violenta’
“Questa è una minaccia alla democrazia e il risultato della violenta retorica della sinistra proveniente dai più alti livelli del governo colombiano”. Con queste parole il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ha condannato il tentato omicidio del senatore conservatore Miguel Uribe, candidato alle presidenziali colombiane del 2026, attinto da alcuni colpi di pistola mentre stava tenendo un comizio a Bogotà. Rivolgendosi al presidente Gustavo Petro, Rubio ha chiesto di “attenuare la retorica incendiaria e proteggere i funzionari colombiani”.
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